Sicurezza
Medico si suicida davanti ai bagnanti
Si è lanciato da un ponte, centinaia di persone hanno assistito alla scena. La vittima è un chirurgo di Cisanello
LIVORNO. C’è la tragedia di un uomo che si è tolto la vita buttandosi dal ponte di Calignaia, sulla scogliera del Romito a sud di Livorno: un luogo da sempre teatro di gesti senza ritorno. C’è lo choc di tantissime persone che hanno assistito al suicidio, a pochi metri dal mare. C’è la disperazione di molti genitori che avevano portato i loro figli nel posto forse più affascinante del Romito, trovandosi però in mezzo a un vero e proprio dramma. E c’è anche la rabbia, perché questa tragedia - forse - poteva essere evitata, visto che i soccorsi sono stati chiamati alcune ore dopo i primi allarmi.
A gettarsi dal ponte, intorno alle 12.30 di ieri, è stato un uomo di 48 anni, un chirurgo di origini meridionali che lavorava all’ospedale di Cisanello. Era andato a Calignaia sabato sera, mettendosi su un’arcata e passando la notte in quel punto. Una determinazione lucida che ha preceduto e accompagnato una morte plateale per luogo e modalità.
Poi, a partire dalle 7.30 di ieri, ha iniziato a lanciare alcuni oggetti dal ponte: una bottiglia, alcuni sassi.
«Come se volesse creare uno spazio davanti al mare, praticamente sulla riva, per buttarsi e non colpire altre persone» è il racconto di alcuni testimoni dopo il suicidio del medico, che era in servizio all’ospedale di Cisanello e viveva a Pisa da una decina di anni.
Le prime segnalazioni sono arrivate verso le 11.20 alla polizia municipale, che pochi minuti dopo è intervenuta sul posto con due pattuglie e due moto.
L’uomo si trovava sull’arcata principale del ponte, a circa 70-80 metri di distanza dalla discesa a mare, pertanto gli agenti non sono riusciti a parlare con lui. Ma sono andati verso la “spiaggetta” e hanno fatto spostare i bagnanti, liberando la zona centrale, quella di fronte al mare.
Alla fine l’uomo - sotto gli occhi anche dei volontari della Misericordia di Antignano, appena arrivati - ha lanciato il suo zaino di sotto e si è buttato, finendo sui sassi e creando terrore in mezzo ai bagnanti.
Sono stati momenti terribili, scioccanti.
Un signore, poco dopo il suicidio, ha preso il suo asciugamano e ha coperto il corpo, mentre una ragazzina ha lasciato un mazzolino di fiori a un paio di metri di distanza. «Che tragedia, che orrore», la disperazione dei bagnanti, tanti dei quali sotto choc.
All’interno dello zaino sono state trovate tre lettere, l’ultima delle quali con la data di sabato e quindi scritta quasi sicuramente poche ore prima del suicidio: ci sono messaggi per i familiari, qualche riga dedicata al medico curante e indicazioni per le forze dell’ordine su chi avvisare del suo gesto, ma nessun riferimento ai motivi che l’hanno spinto a togliersi la vita. Sul posto - oltre ai vigili del fuoco, ai carabinieri e alla Capitaneria di porto - sono intervenuti anche i volontari della Svs, che hanno caricato il corpo senza vita su un’ambulanza e l’hanno portato via qualche ora dopo il suicidio.
Calignaia è stata spesso teatro di gesti simili, tanto che ora sopra il guard-rail del ponte c’è una rete per impedirli, ma l’uomo ha scelto un’altra strada: si è arrampicato sulle arcate, si è sdraiato su quella centrale e si è buttato, suicidandosi in mezzo ai bagnanti.
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