Sicurezza
Restituisce i contributi incassati per errore
Mamma di due bimbe aveva sbagliato la compilazione dell’Isee per l’asilo privato Quei soldi non le spettavano e ora farà un bonifico al Comune di oltre 3mila euro
SAN GIULIANO TERME. C’è chi timbra e invece di andare in ufficio si sposta al bar o a fare shopping risultando in servizio. Ma anche chi si simula un’indigenza formale per incassare aiuti economici non dovuti. Il campionario dei furbetti a spese della collettività mette insieme pure tra chi evade il ticket per le prestazioni sanitarie o si finge povero per usufruire di esenzioni sul fronte scolastico e comunale. Nella giungla di bugiardi pronti a lucrare dietro allo scudo dell’autocertificazione, diventa una mosca bianca chi si accorge dell’errore, lo segnala e arriva a restituire le somme ottenute senza averne diritto.
È la storia di una mamma di San Giuliano Terme che da settembre a febbraio ha ricevuto 3.185 euro per l’iscrizione delle due figlie nell’asilo nido privato accreditato “Il Girotondo” di Pisa. Quel denaro verrà restituito con un bonifico al Comune che poi girerà l’importo alla Regione. Vicenda chiusa, ma che merita di essere raccontata per l’anomalia in positivo di chi pensa al bene comune più che alle proprie tasche. La donna aveva beneficiato dei contributi regionali «per il sostegno alla domanda di servizi educativi per la prima infanzia – buoni servizio anno educativo 2015/2016». Un conto totale stimato in 5.225 euro. Soldi pubblici, utilizzati per integrare il costo dell’asilo nido, chiesti e ottenuti con la presentazione di una comunicazione Isee che alla fine la mamma ha scoperto non essere corretta. Non ha atteso che qualcuno le ricordasse l’errore con qualche letteraccia da recupero crediti. In autocertificazione, con i controlli a campione, le probabilità di farla franca sono consistenti per chi ci prova e poi incrocia le dita confidando nella lotteria degli accertamenti random.
«Prendendo a riferimento il valore corretto dell'Isee, alla signora non spetta alcun contributo, in quanto la retta pagata per le due bambine nel nido privato è complessivamente inferiore a quella che avrebbe pagato presso le strutture comunali – scrive il Comune –. In queste ultime avrebbe pagato la retta intera per ogni bambina, mentre nella struttura privata paga una tariffa ridotta per la seconda delle due bambine». Quando si è resa conto dello sbaglio nella compilazione dell’Isee, la mamma ha subito informato il Comune dicendosi disponibile a rimborsare i soldi presi in assenza di alcun titolo.
«Abbiamo definito la restituzione del denaro – spiega il sindaco, Sergio Di Maio –. È chiaro che si è trattato di un errore in buona fede di cui siamo stati subito informati. Si leggono tante storie di chi cerca di fare il furbo a spese dei contribuenti. Per una volta siamo di fronte a una persona mossa da un senso civico che dovrebbe essere la regola».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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