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Pisa

Rapinata mamma con bimbo da un giovane armato di coltello

Rapinata mamma con bimbo da un giovane armato di coltello

Poi il convivente della donna scambia un passante per il malvivente e lo ferisce con un pugnale Il vero autore finisce in cella, denunciato l’assalitore del pedone “colpevole” di somigliare al bandito

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PISA. Una rapina autentica, un passante scambiato per il bandito, la giustizia fai-da-te che ha rischiato di provocare più guai che riparare il torto subìto.

Avrebbe potuto essere una commedia degli equivoci se il tema non fosse stato serio come quello di una donna, a passeggio col figlio minore, rapinata in strada da un malvivente armato di coltello. Nella concitazione del momento la donna avverte il compagno e gli fornisce alcune scarne indicazioni di chi l’ha appena assalita prendendole la borsa. Nella foga di vendicare la convivente, però, l’uomo, uscito di casa con un pugnale, pensa di aver individuato il responsabile della rapina e lo ferisce al mento con la lama senza dargli modo di chiarire chi fosse e cosa ci facesse in quel posto. La cronaca di un’aggressione sbagliata finisce con l’ignaro pedone ritenuto un malvivente in ospedale, il vero bandito in carcere e l’impetuoso, ma impreciso, compagno della rapinata denunciato per porto abusivo di armi e lesioni personali. Il resto lo fanno i carabinieri bloccando poco dopo un tunisino e spedendolo al Don Bosco per rapina e porto abusivo di armi. È una sequenza che porta al lieto fine un episodio che avrebbe potuto avere ben altro epilogo. L’unico a rimetterci è stato un 38enne italiano, residente a Pisa, protagonista e obiettivo di una caccia all’uomo basata su un errore.

Ripartiamo dall’inizio. Sono circa le 16 quando in via Mariscoglio una mamma trentenne con il figlio piccolo passeggia in strada. Si avvicina un 22enne che armato di coltello la minaccia facendosi consegnare la borsa con soldi e cellulare. La donna non reagisce anche per proteggere il bimbo. Il bandito fugge (identico copione per l’episodio avvenuto l’altro giorno in via Alberti al Cep sempre ai danni di una donna). La rapinata riesce, comunque, a mettersi in contatto con il compagno, un 33enne pisano che abita poco distante. Lui esce di casa con un pugnale e facendo tesoro dell’identikit fornito dalla donna inizia a cercare il rapinatore. Pensa di trovarlo quando incontra il 38enne pisano dalla carnagione olivastra, simile a quella del tunisino. Lo aggredisce e con il pugnale gli procura una leggere ferita sotto il mento. Nel frattempo arrivano i carabinieri del radiomobile a mettere insieme i tasselli di una storia che mescola microcriminalità e abbagli pericolosi.

Nel giro di qualche minuto il tunisino viene fermato con la refurtiva poi riconsegnata alla donna. Il passante scambiato per il bandito va al pronto soccorso e si fa medicare. Per lui una prognosi di pochi giorni. Resta il compagno della rapinata a chiudere il potenziale dramma degli equivoci. Si scusa per lo sbaglio e l’impulsività che lo ha innescato. Ma la buona fede non lo mette al riparo da una denuncia per lesioni personali e porto abusivo di armi.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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