Il Tirreno

Pisa

Firenze l’ha “spostata”. «Ma nulla è cambiato»

Concerti e dj fuori dal centro e classica sui sagrati. I comitati: tutto inutile, la ricetta Nardella non funziona

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FIRENZE. La marea di cartacce e bottiglie di birra gettate per terra davanti al sagrato di Santo Spirito. Gli spacciatori, sempre gli stessi, che hanno preso via Palazzuolo come centro di smistamento e non si fanno problemi a provare per i clienti le strisce di coca in strada. In pieno giorno, tra famiglie con bambini al seguito e turisti. E non si contano le notti insonni per gli ubriachi, gli urlatori, gli urinatori che vagano per le strade intorno a piazza Santa Croce e in Oltrarno. Niente da fare: la cartolina della Firenze by night non è certo delle migliori da presentare al mondo. I residenti sono sul piede di guerra, i comitati spuntano come funghi e l'amministrazione Nardella sta cercando di correggere il tiro. Come? «Separando la movida molesta da quella buona», risponde l'assessore alla sicurezza Federico Gianassi. E non dispiace al Comune di Firenze la proposta del sindaco Filippeschi di fare fronte comune insieme a Siena e alle prefetture riunite. Ma Gianassi non ci sta alla vulgata degli enti locali abbandonati dal governo: «Renzi ha assicurato a Nardella che emanerà presto un decreto per dare più poteri ai sindaci, ma intanto ci stiamo dando da fare per alleggerire il centro storico spostando alcuni eventi dell'estate alle Cascine». Alleggerire il centro storico: è stata la parola d'ordine di Palazzo Vecchio ora fatta propria da Palazzo Gambacorti. Così lo spazio estivo dello Sferisterio all'ingresso delle Cascine, in via del Fosso Macinante, ha riaperto i battenti: meno locali, più eventi. Con lo Sferisterio animato da tre locali, con il supporto di due discoteche. Fino al 31 agosto tutti i fine settimana (dal giovedì) dj set, concerti, party e mostre mercato dell'artigianato. All'ippodromo del Visarno sono stati spostati gli eventi dell'Estate Fiorentina. E sui sagrati delle chiese - inclusa Santo Spirito - concerti di musica classica. Con la matematica certezza che il tipo di pubblico sarà tranquillo e la musica finisca prima di mezzanotte. Ma non basta. Anzi. «Qui non è cambiato niente», dicono in coro Marta Baiardi del comitato “Palomar via Palazzuolo” e Manuela Vannozzi di “Ma noi quando si dorme” di Sant’Ambrogio. Sarà un problema di percezione, sarà che è presto per vedere i risultati, ma la presidente di Palomar ci va giù duro: «I provvedimenti anti-movida del Comune? Qui non se ne vede traccia. Nella nostra strada c'è la maggiore concentrazione di minimarket e se ne fregano del regolamento Unesco. Vendono alcolici anche dopo le 21, la discoteca Space Electronic funziona da volano per tutti i bar e minimarket e non mi vengano a dire che i vigili fanno controlli perché qui non ci sono». A girare il coltello nella piaga è anche Vannozzi. Il tasto dolente in Sant'Ambrogio sono i rumori molesti. «Ma i rilievi fonometrici - dice Vannozzi - o non vengono più fatti o comunque sono molti di meno. Prima dell'amministrazione Renzi c'erano 15 vigili dotati di una macchina fonometrica per misurare il superamento dei decibel. Ora sono stati ridotti a 2. E i residenti non resistono, presi dallo sfinimento vendono casa e se ne vanno via». Eppure l'assessore Gianassi assicura che c'è una task force di vigili urbani-Guardia di Finanza-Polizia-Carabinieri che fa le ronde tutte le sere. Mette in fila 70 multe comminate ai 150 minimarket della città. Multe che sfociano spesso nella chiusura forzata per alcuni giorni. E sono state pure installate 50 telecamere a cui ne saranno aggiunte altre 350 da qui al 2018. Eppure non basta. Chissà se basterà a Pisa?

Samuele Bartolini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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