Il Tirreno

Pisa

OMICIDIO COLPOSO

Quindicenne annegato nel laghetto, assolto l'imprenditore Donati

Pietro Barghigiani
Il lago della tragedia e nel riquadro Andrea Paolino
◗
Il lago della tragedia e nel riquadro Andrea Paolino

Nessuna responsabilità per la morte dello studente nell'area di proprietà della Laterizi Srl

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Assolto per non aver commesso il fatto. Massimo Donati, 52 anni, imprenditore pisano, presidente del Ponsacco, non è responsabile della morte dello studente Andrea Paolino, deceduto per annegamento nel giugno 2013 in uno dei due laghetti di Campo di proprietà della società Laterizi Srl della famiglia Donati. Nel tardo pomeriggio di ieri il giudice Donato D'Auria ha letto la sentenza con la quale l'imprenditore, assistito dall'avvocato Salvatore Salidu, incassa un'assoluzione piena. Il pubblico ministero Paola Rizzo aveva chiesto una condanna a 6 mesi per omicidio colposo.

«Non mi ritenevo minimamente responsabile per quello che è successo - commenta pochi minuti dopo il verdetto con il Tirreno l'imprenditore residente a Tirrenia -. Sono sollevato, anche se dispiaciuto per la disgrazia. Sono sempre stato consapevole di aver cercato di fare tutto e il massimo. Oggi la sentenza rispecchia questo impegno. Resta l'amarezza e il dolore per il ragazzo. Quello che conta, purtroppo, è che lui non c'è più».  Il giudice si è preso 60 giorni di tempo per depositare le motivazioni che saranno lette con attenzione da Procura e parte civile, rappresentata dagli avvocati Giovanni Capria e Laura Antonelli per i genitori di Andrea, Paolo Paolino e Barbara Rofi e lo zio Luca Rofi. In attesa di conoscere nel dettaglio le ragioni alla base dell'assoluzione quello che può essere stato valutato dal giudice è il mancato riconoscimento per Donati della titolarità di una posizione di garanzia rispetto a quello che poteva succedere nella sua proprietà. Quella che veniva contestata all'imprenditore era una responsabilità oggettiva per non aver assicurato un'adeguata protezione della zona, un'ex cava dismessa, né aver messo in atto recinzioni tali da impedire l'accesso al laghetto dove lo studente trovò la morte.

Sul perimetro del lago c'erano vecchi cartelli con i quali veniva indicata sia la proprietà privata del luogo, sia il divieto di accesso che di balneazione. Accorgimenti ritenuti insufficienti da Procura e gup, sulla scorta delle indagini svolte di carabinieri, a garantire la sicurezza di un ambiente che da anni veniva utilizzato dai ragazzi del posto come spiaggia alternativa al mare. Era il pomeriggio di mercoledì 19 giugno 2013 quando Andrea Paolino, di Caprona, in compagnia di una decina di amici, arrivò ai laghetti di Campo. Dopo aver bevuto e mangiato qualche snack, la comitiva decise di fare un bagno. Erano le 18,30. L'obiettivo era l'isolotto al centro dello specchio d'acqua. Andrea, studente all'alberghiero Matteotti, giocava a calcio. Era uno sportivo. Ma non sapeva nuotare bene. Tuttavia, per non essere da meno degli amici che con qualche bracciata avevano raggiunto l'isolotto, aveva deciso di tuffarsi. Dopo qualche metro arrivarono le prime difficoltà. Cercò di tornare indietro. Non ci riuscì e scomparve sott'acqua per alcuni metri. La sentenza di primo grado esclude la responsabilità del proprietario dell'area per quel tuffo concluso con la morte del ragazzo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa