Il Tirreno

Pisa

Un nuovo centro per dare speranza ai malati d’Alzheimer

di Carlo Venturini
Un nuovo centro per dare speranza ai malati d’Alzheimer

È la struttura di 300 metri quadrati e del valore di 5 milioni che la Fondazione Pisa ha donato all’Area Ricerca del Cnr

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PISA. La speranza contenuta in 300 metri quadrati. La speranza è quella dei malati di Alzheimer. I 300 metri quadrati sono la struttura da 5 milioni di euro che la Fondazione Pisa ha donato agli Istituti di Neuroscienze (In) e di Fisiologia Clinica (Ifc) dell'Area della Ricerca del Cnr di Pisa. Il tutto nasce alla fine del progetto “Train the brain” che ha preso il via nel 2007 grazie ad una intuizione scientifica del professor Lamberto Maffei. La struttura è dotata di palestra, sala musicale, ambulatori per le visite specialistiche, aule didattiche e cognitive perché è “allenando” il cervello degli anziani che li si tutela da forme degenerative patologiche invalidanti come il Parkinson, la demenza e l'Alzheimer.

«Sappiamo che non esistono farmaci per curare l'Alzheimer - dice Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa - ma grazie agli studi e alle ricerche del Cnr si è potuto osservare che i pazienti possono avere dei benefici e quindi, nonostante le difficoltà burocratiche, abbiamo deciso di donare in maniera permanente questa struttura al Cnr».

Le ricerche condotte dagli Istituti di Neuroscienze e di Fisiologia Clinica dell'Area della Ricerca del Cnr intendevano ad esempio verificare la possibilità di rallentare la progressione della demenza senile, ormai dichiarata emergenza mondiale, sia a causa dell'assenza di trattamenti farmacologici in grado di bloccare la malattia, sia per l'aumento esponenziale della popolazione anziana. «Si aprono nuovi scenari per i pazienti anziani con malattie neurologiche, sia perché possono avere dei benefici qui nel centro, sia a casa e nel quotidiano grazie a dei percorsi che vengono indicati dagli specialisti», dice Giorgio Iervasi, direttore di Ifc. La nuova direttrice dell'Istituto di Neuroscienze, Michela Matteoli, aggiunge: «I malati di Alzheimer sono in progressivo aumento, si prevede che nel mondo nel giro di pochi anni, si arriverà a 135 milioni di pazienti, in Toscana sono 50mila le persone che soffrono di questa malattia che ha fortissimi impatti sociali e familiari».

Ottavio Zirilli, direttore del Cnr, è convinto che la nuova struttura apra scenari di un nuovo approccio culturale verso le malattie neurologiche. «Abbiamo una palestra fisica ed una mentale e poi apparecchiature che di volta in volta cambieranno in base all'approccio multidisciplinare della terapia ma qui, in questa “casa” si insegnerà un metodo comportamentale da replicarsi nella vita quotidiana del paziente». «I risultati ottenuti - dice Maffei - hanno prodotto evidenze sperimentali definitive sull'effetto benefico del cosiddetto arricchimento ambientale sul cervello dell'anziano sano, ma anche in quello nelle fasi iniziali di malattia che mantiene una certa plasticità e alcune capacità di recupero e riadattamento». Questo rimodellamento può essere facilitato da un esercizio fisico regolare, dal tenere la mente attiva, dal mantenere rapporti sociali e dal seguire apposite diete alimentari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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