Sicurezza
Trenta pettorine contro il degrado
Il prefetto: «Da settembre in piazza dei Cavalieri ci saranno volontari ogni sera a fare da dissuasori per gli incivili»
PISA. Qualche sussulto con le spalle, ogni tanto un ghigno ironico, una smorfia di disapprovazione, ma a parte qualche inciampo della mimica, incassa fino alla fine Attilio Visconti. E mentre lui si sgola per dire che «no, la camionetta della polizia o dei carabinieri fissa in piazza dei Cavalieri non l’autorizzerò mai mai e poi mai! Perché io credo nell’autocontrollo e nelle libertà di espressione e di divertimento dei giovani», manda giù perfino il gesto dell’omone rimasto in silenzio per tutta l’assemblea che finito il suo discorso sbotta e se ne va ingrugnanto, mugugnando e scuotendo il capo «e allora vieni te prefetto a dormire la notte in questi palazzi e la mattina a levare il sudicio dalla strada e a lavare via il puzzo di piscio»
Sopporta anche questo Attilio Visconti, ingoia il rospo di chi gli rinfaccia, come il presidente del comitato dei residenti di Santa Maria Francesco Pozzi, di essersi insediato a Pisa e aver fatto “il tifo” per la movida, o chi, come il consigliere Raffele Latrofa, lo punzecchia per le ordinanze anti-alcol mai più (ri)varate. Ecco, sopporta perché non è venuto a mani vuote il rappresentante del governo. «Ho alcune proposte», annuncia. «Spara», fa un commerciante da una platea in cui il tasso di incazzatura ha salito tutti i gradi della scala Mercalli. Ma poi la sala della residenza universitaria Fascetti ancora piena a mezzanotte, dopo tre ore di scosse e discussione propiziata dalla presidente del Ctp6 Federica Ciardelli per trovare soluzioni alla mala-movida che vessa e «stupra» (il copyright è di Maurizio Nerini) piazza dei Cavalieri e Santa Maria, e mettere a confronto cittadini e autorità, si placa. Attilio il pacificatore ha fermato il sisma. Perché, insomma, finalmente non si parla più soltanto di cessi, il leitmotiv di quasi tutti gli interventi (vedi articolo sotto). No, Visconti lancia due proposte. «Tante cose sono state fatte in questi anni, ma forse a tanti di voi esasperati dal caos sfuggono, anche se i verbali dei sequestri, delle sanzioni ai minimarket, ai venditori abusivi di alcol lo dimostrano. Ma capisco, serve un altro salto di qualità. Per questo da settembre vorrei venisse organizzata, con l’aiuto delle associazioni, una squadra di 30 volontari che ogni sera si reca in piazza dei Cavalieri insieme alle forze di polizia». Missione? Fare da «dissuasori», da “moralizzatori” della mala-movida. «Immagino gruppi di volontari con le pettorine che scoraggino i cattivi comportamenti», dice Visconti. Insomma, angeli della movida li chiamerebbe la dialettica renziana. «Sarei grato che i contatti li tenesse il Comune», continua il prefetto. Silenzio in sala. Solo qualche bisbiglio. Quelli dei residenti imbufaliti con gli studenti venuti a dire che «non è giusto cercare soluzioni semplicistiche creando inutili dicotomie fra universitari e abitanti», come sottolinea Jacopo Acquistapace portavoce Unipi di Sinistra per. O come fa Lorenzo Davini, che rivendica »il diritto alla svago» ma si alza e con voce tonante e la spilla del M5S sul petto si interroga: «Ma perché ’un si leva gli abusivi?! C’è da combattere l’abusivismo, quando levi i bengalesi, levi il problema». «Ovviamente vorrei che fra i volontari ci fossero anche gli studenti, per questo a settembre inizierò a incontrarli settimanalmente», dice il prefetto. E ogni settimana, aggiunge, «i comitati dei residenti potranno partecipare ai vertici per l’ordine pubblico sulla movida, ci consentirà di avere un misuratore di ciò che accade nei vari angoli della città».
Era una delle principali richieste dei cittadini. Ma fra i banchi uno degli argomenti più battuti è proprio la sicurezza e il «degrado» a cui ci ha «condannato l’incapacità della vostra amministrazione, non scaricate più le colpe di ciò che non fate sul governo che vi lascia soli», dice Pozzi. Abusivismo e inciviltà sono i mantra e, guarda caso, i cavalli di battaglia dell’opposizione, declinati con una variopinta dialettica dai consiglieri. Alla fine il sindaco Marco Filippeschi, che prende appunti per tutto il tempo, si alza: «Ho cinque proposte, cinque obiettivi. Ma va ribadita una gerarchia delle priorità, e io metto per primo il diritto alla pace dei residenti. Perché se non dormi non fai vita». Poi elenca i punti. Sguardi interessati, a tratti stupiti, annuncia un piano bagni e più controlli. «E insomma, via - fa una signora uscendo - forse qualcosa si muove». Movida finita?
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