Sicurezza
Niente soldi per il restauro ma che vista... dal plastico
La rappresentazione in scala 1:1000 sarà osservabile a partire da settembre quando verrà riaperto al pubblico, dopo un lungo periodo di lavori, il Cisternone
SAN GIULIANO TERME. Il recupero integrale dell'acquedotto mediceo, un'opera di ingegneristica idraulica di indubbio pregio, è più lontano che mai a causa della mancanza di progetti definitivi e di finanziamenti. Ciò che è certo è che ai posteri lasceremo la riproduzione in scala 1:1000 del complesso monumentale e del territorio circostante, risalente alla prima metà del XIX secolo. La rappresentazione del sistema acquedottistico è stata realizzata su incarico del Comune termale nell'ambito del recupero del Cisternone giunto quasi alla fine. Il plastico sarà osservabile da settembre, quando l'edificio sarà riaperto al pubblico dopo un lungo periodo di lavori iniziato nel 2013.
Il restauro del Cisternone e la promessa mancata. Grazie ai fondi europei (nell'ambito del programma PorCreo 2007-2013), regionali e comunali, l'edificio fatto costruire da Cosimo III de' Medici e che oggi è di proprietà del Comune di Pisa è stato completamente restaurato. Le prime bozze del progetto "valorizzazione delle aree protette di interesse locale Anpil Monte Castellare - Valle delle Fonti" furono presentate alla Regione Toscana nel 2004, per chiederne il finanziamento in lotti. Nel 2011 la giunta guidata da Paolo Panattoni approvò una convenzione col Comune di Pisa che avallava tale progetto e che - e questo è l'aspetto più importante - impegnava entrambi i Comuni a lavorare per il recupero dell'acquedotto, da piazza delle Gondole alle sorgenti di Asciano. Un impegno, di fatto, caduto nel vuoto, viste le attuali condizioni del monumento nel tratto sangiulianese. Se per il plastico il tempo si è fermato all'epoca del catasto leopoldino, per il monumento lo scorrere del tempo ha comportato crolli, crepe e un degrado crescente. Grazie ai lavori di restauro conservativo diretti da Marco Guerrazzi, dell'ufficio edilizia pubblica del Comune di Pisa, il Cisternone è stato rimesso a nuovo: è stata ripulita la vasca di raccolta delle acque che rifornivano Pisa, restaurati gli interni; è stato realizzato un impalcato in acciaio e vetro a copertura della grande conserva d'acqua, entro la quale è stato allestito il suddetto plastico. Il progetto di allestimento interno, il coordinamento scientifico per la realizzazione del plastico e dell'allestimento interno sono a cura di Massimo Gasperini di Archèlab. Un intervento importante che consentirà lo svolgimento di manifestazioni a carattere culturale e visite didattiche e turistiche all'interno delle Aree Naturali Protette del Monte Pisano, in un contesto invidiabile dal punto di vista naturalistico ma anche storico: accanto al Cisternone, infatti, si trova una lapide in memoria dei partigiani Pirro Capocchi e Paolo Barachini, uccisi dai tedeschi nel luglio 1944.
La riproduzione dell'acquedotto e delle aree circostanti. Il plastico, realizzato da Fabio Carmignani Degl'Innocenti, rappresenta l'area che va dal Monte Pisano fino alla città della Torre e ha una superficie di 63 mq. La progettazione digitale in 3D è costata circa 7.000 euro, mentre la sua realizzazione circa 37.000 euro; somme che rientrano nei finanziamenti ottenuti dal progetto complessivo. La ricostruzione riproduce la piana pisana tra Settecento e Ottocento, quando fu avviato il primo rilevamento catastale della Toscana. All'epoca, le strutture idrauliche facenti parte dell'acquedotto di Ferdinando I erano ancora integralmente visibili, così come il complesso sistema di captazione e di distribuzione urbana dell'acqua. Sarà possibile fare un viaggio nel tempo, partendo da nord dallo sperone del Monte Faeta, percorrendo l'attuale via dei Condotti fino alla intersezione con le mura urbane di Pisa, nei pressi di piazza delle Gondole, fino al quartiere di Porta a Mare e al canale dei Navicelli. Sono compresi anche gli abitati di Bagni di San Giuliano, Asciano sino ad Agnano e le strutture superstiti dell'acquedotto romano di Caldaccoli, risalente al I secolo d.C.
I vandali all'attacco del Cisternone. L'inaugurazione dell'opera è stata posticipata a dopo l'estate a causa di alcuni atti vandalici perpetrati nelle ultime settimane. Sono stati infranti alcuni vetri delle finestre e delle componenti dell'illuminazione esterna. «I lavori sono stati finalmente completati di concerto col Comune di Pisa. Mancano giusto le ultime rifiniture e le operazioni di collaudo - dice il sindaco Sergio Di Maio -. Siamo molto soddisfatti. Con questi piccoli passi stiamo procedendo a rispettare il programma di legislatura e a valorizzare i nostri monumenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
