Sicurezza
Il sindaco: «Un piano per installare più bagni chimici»
PISA. È un mantra, un chiodo fisso, un leitmotiv, una specie di ossessione. Non c’è cittadino, commerciante, consigliere (di opposizione, si capisce), perfino studente che non ne parli, non li citi....
PISA. È un mantra, un chiodo fisso, un leitmotiv, una specie di ossessione. Non c’è cittadino, commerciante, consigliere (di opposizione, si capisce), perfino studente che non ne parli, non li citi. «Per vent’anni sono stato costretto a vivere a Firenze (poverino, è il retropensiero degli astanti nella sala Fascetti) - dice Alessandro Chiti - sono tornato finalmente nella città che amo ed è irriconoscibile. La movida è un problema complesso, è vero, come dice l’assessore Andrea Ferrante, ma io sono convinto che i problemi complessi si possano risolvere con soluzioni semplici. Vi parlo soprattutto di pipì, di fiumi di orina. Sapete dove abito io? In un vicolo ribattezzato ormai vicolo del Piscio. Vorrei che tornasse a chiamarsi del Vigna. Per favore riaprite i vespasiani in piazza Sant’Omobono, e poi i bagni chimici. Ne servono di più, ma soprattutto puliti e luminosi, perché quelli esistenti sono sporchi e senza luci». «Facciamo come fanno in tutte le città del mondo», dice uno dei rappresentanti degli studenti. Ne parlano tutti i consiglieri di opposizione. Con dialettica variopinta. Dall’oratoria fluida e forbita da sacerdotessa berlusconiana di Raffaella Bonsangue a quella incazzosa di Latrofa, fino ai metodi spicci di Nerini, che a un certo punto sbotta: «Ogni sera piazza dei Cavalieri viene stuprata. Fiumi di piscio sulla facciata della chiesa e guardate (mostra foto della piazza ricoperta di spazzatura, ndr). Per ripulirla il Comune spende 1.630 euro al giorno, 600mila euro all’anno. Non ci sono forze dell’ordine E cosa volete che possa fare un vigile urbano? Ha la pistola al cinturone ma non può usarla». «E meno male!», si infervora Andrea Cioni, segretario cittadino dei Giovani Democratici. «Sarebbe legittima difesa», ribatte Nerini. Buuuu in sala. Ne sono tutti fermamente convinti: i vichinghi del divertimento smetteranno di essere molesti se la città si popolerà di cestini ma soprattutto di bagni. Insomma, la movida cessa con i cessi, è la tesi prevalente. «Non mi sarei immaginato che per salvare la mia città, sarebbe stata considerata come una soluzione intelligente quella di installare gli orinatoi», prova a stare fuori dal coro Latrofa. Inutile, sul piscio è orientata l’agenda setting della maggioranza. E ha voglia il dirigente dell’ambiente Marco Redini a spiegare che i «bagni chimici non funzionano perché gli orinatori di professione se ne fregano e la fanno fuori», che ci hanno già provato a riaprire Sant’Omobono e i «litri e litri di ristagni di urina» non erano «tecnicamente risolvibili» e pure l’odore... Niente, vince il main stream. Così il sindaco Marco Filippeschi annuncia un piano per l’igiene urbana, oltre agli altri quattro obiettivi (vedi pezzo a fianco). «Le cattive abitudini non si riscontrano solo in Vettovaglie e in Cavalieri - dice - Sulle strade c’è troppa sporcizia, cartacce, pacchetti di sigarette, alla stazione anche peggio, e lì non è colpa degli universitari ma di altri, va detto sennò siamo ipocriti. Credo che sia l’effetto dell’egoismo. Ma ora proveremo a vedere se è possibile fare un piano per migliorare l’igiene urbana e per installare bagni chimici tecnologici come si usano in altre città europee, confrontandoci con la Soprintendenza. E riprenderemo in mano anche il progetto per i vespasiani di Sant’Omobono».
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