Lutto
«Eventi e musica classica così facciamo sloggiare i vichinghi della notte»
PISA. L’università non s’è fatta viva. Ma almeno loro la faccia ce l’hanno messa e sono d’accordo. Il sindaco Marco Filippeschi e il nuovo direttore della Normale Vincenzo Barone remano dalla stessa...
PISA. L’università non s’è fatta viva. Ma almeno loro la faccia ce l’hanno messa e sono d’accordo. Il sindaco Marco Filippeschi e il nuovo direttore della Normale Vincenzo Barone remano dalla stessa parte. Salvare piazza dei Cavalieri da vichinghi del divertimento, spacciatori e venditori abusivi di sballo si può, e c’è già una ricetta. Seppur vaga c’è, quella su cui punta peraltro da un po’ l’assessore Andrea Ferrante: “okkupare” la piazza con eventi, concerti, attività fino a mezzanotte per “esodare” il caos, scoraggiare la mala-movida, convincerla a spostarsi.
Non è un caso che fra i cinque obiettivi che il sindaco Marco Filippeschi vuole «riverificare ad ottobre» con i cittadini ci sia proprio una strategia di decongestionamento del gioiello architettonico, storico e urbanistico della città. «Serve un piano coordinato, fra le istituzioni interessate, e cioè Comune, Scuola Normale Superiore, Università, Soprintendenza Mibact, Istituzione del Cavalieri di Santo Stefano, Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, per la fruizione del patrimonio culturale della piazza e per la promozione d’iniziative». E Filippeschi qualche idea ce l’ha già. «A Firenze organizzano sui sagrati delle chiese e nelle piazza concerti di musica classica, potremmo farlo anche noi, peraltro è una vocazione della Chiesa di Santo Stefano». Gli fa eco Barone. «Sono qui per ascoltare ma credo che alcune cose per rendere la piazza più fruibile si possano fare. Parlo anche a nome di Fabio Beltram - dice il neo eletto direttore della Normale, che entrerà in carica ad autunno - Abbiamo già aperto la Scuola alle visite e riaperto la torre del conte Ugolino. Siamo disposti a organizzare iniziative culturali anche in piazza, la sera, ma ci serve aiuto, dobbiamo essere accompagnati, noi faremo di tutto per rendere la Scuola sempre più vicina alla città». Bene. Una volta popolata la piazza di cultura e scoraggiata la movida, spostarla sì ma dove? «Nei giorni scorsi ho ribadito che un polo potrà diventarlo la Cittadella», dice il sindaco. Che poi elenca gli altri punti: piano-bagni, appunto; poi un incremento delle forze dell'ordine e dei controlli chiedendo al questore di rivedere se si può e «stiracchiare la coperta degli organici»; pressing istituzionale sul governo per convincerlo a inviare rinforzi agli organici di polizia; e infine la riapertura di un confronto con l'università per dare alle associazioni studentesche la possibilità di avere spazi dove organizzare loro feste. Solo che l’ateneo è proprio il convitato di pietra dell’assemblea.
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