Logli davanti al giudice il 18 novembre
Fissata l’udienza preliminare in cui decidere proscioglimento o rinvio a giudizio per l’omicidio volontario della moglie
PISA. Sarà un venerdì, il 18 novembre, il giorno in cui Antonio Logli (a destra nella foto con la moglie Roberta Ragusa) comparirà alle 9,30 davanti al gup per sostenere l’udienza preliminare che dovrà decidere proscioglimento o rinvio a giudizio per omicidio volontario e distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa.
Lo ha deciso il giudice delle udienze preliminari, Elsa Iadaresta fissando la data per l’autunno dopo la sentenza della Cassazione che a marzo aveva annullato il proscioglimento dell’elettricista della Geste «perché il fatto non sussiste».
La Suprema Corte ha cestinato il verdetto del marzo 2015 imponendo una nuova udienza preliminare perché «esclude che dagli atti dell'indagine emerga in modo evidente l'innocenza dell'imputato Antonio Logli».
Accusa e difesa. L’inchiesta sulla sparizione di Roberta Ragusa colleziona l’ennesima data, quella del 18 novembre, nel suo percorso verso una verità giudiziaria che non potrà avere sfumature.
Per l’accusa è stato il marito a uccidere e poi far sparire il corpo della donna nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
Allontanamento volontario per la difesa di Logli che, poco dopo la scomparsa della moglie, ha stabilizzato con tanto di convivenza la sua relazione con l’ex baby sitter e segretaria dell’autoscuola Futura, Sara Calzolaio.
Un gesto che la Procura ha sempre letto come la convinzione dell’uomo del mancato ritorno di Roberta. Una sicurezza che per l’accusa deriva dall’essere l’artefice di quella sparizione.
Al bivio dell’udienza preliminare sono tre le opzioni sul tavolo.
Rito abbreviato. Logli, difeso dall’avvocato Roberto Cavani che ieri ha scelto di non commentare, potrebbe chiedere di essere giudicato con rito abbreviato. L'udienza preliminare a cui il marito di Roberta Ragusa parteciperà il 18 novembre è la sede idonea per un rito che non ha niente a che vedere con il patteggiamento spesso associato all'equivalenza di un'ammissione di colpa.
L'imputato, sicuro della propria innocenza, per il quale l'accusa chiede il processo, non si sottrae al giudizio di merito (al contrario del patteggiamento che definisce solo entità e congruità della pena e comunque per il reato in discussione non è ammesso).
Ma fa "risparmiare" tempo alla macchina della giustizia rinunciando ai testimoni e, soprattutto, chiedendo l'esame a suo carico solo sulla base degli atti. In caso di condanna è previsto lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello.
Nella prospettiva della difesa, la tutt'altro che granitica ipotesi accusatoria se valutata in sede di rito abbreviato, potrebbe non andare molto lontano e sciogliersi in un'assoluzione nel merito rischiando di non raggiungere la prova della colpevolezza dell'imputato al di là di ogni ragionevole dubbio.
Rinvio a giudizio. È lo scenario auspicato da Procura e parti civili: Antonio Logli rinviato a giudizio davanti alla Corte d’Assise.
Il giudice delle udienze preliminari dovrà leggersi le 12.000 pagine dell’inchiesta e poi il 18 novembre ascolterà accusa, difesa e parti civili. Le motivazioni della Cassazione con cui è stata annullata la sentenza di proscioglimento spianano la strada a un probabile processo.
Proscioglimento. Non esiste alcun automatismo tra l'annullamento del proscioglimento e l'eventuale rinvio a giudizio di Logli. Il giudice deciderà senza vincoli di precedenti verdetti. E, quindi, in teoria potrebbe concludere l’udienza con un proscioglimento bis. Ipotesi possibile, ma poco probabile dopo aver letto le bacchettate della Cassazione sul primo proscioglimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
