Sicurezza
Spunta un accordo sugli incentivi all’esodo
PISA. I cancelli dell'azienda si chiuderanno per sempre, ma la concessione di trasferimenti ed incentivi all'esodo renderà meno traumatica la procedura di licenziamento collettivo. Potrebbe...
PISA. I cancelli dell'azienda si chiuderanno per sempre, ma la concessione di trasferimenti ed incentivi all'esodo renderà meno traumatica la procedura di licenziamento collettivo. Potrebbe concludersi oggi, con un accordo tra le parti, la vertenza della Carlo Colombo spa.
L'assemblea dei lavoratori pisani della società leader nel mercato nazionale ed internazionale dei semilavorati in rame ha dato mandato ai rappresentanti sindacali (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Failms-Cisal) di dar seguito alla proposta avanzata dalla società sabato scorso durante un tavolo sindacale (che si è svolto nella sede dell'Unione Industriale) previsto dalla procedura di mobilità aperta dall'azienda lo scorso aprile e finalizzata alla chiusura dello stabilimento di Ospedaletto. La società controllata dalla Jv Copper spa - una joint venture paritetica tra Glencore Internation, multinazionale anglo-svizzera dell'industria estrattiva, e un pool di 21 banche, entrati nella società nel 2008 dopo aver partecipato ad un precedente percorso di crisi - si è resa disponibile alla concessione di una serie di incentivi all'esodo (alcune decine di migliaia di euro a testa) per 53 dei 68 lavoratori impiegati nello stabilimento di via Bellatalla e da tre mesi sull'orlo del licenziamento.
Cinque operai saranno mantenuti nel sito industriale a "tempo determinato" col compito di occuparsi di piccoli lavori di manutenzione. Per i restanti 10 dipendenti si apriranno le porte della fabbrica di Pizzighettone, dove l'azienda ha sede legale.
Dopo aver rifiutato le proposte avanzate in sede ministeriale da Regione Toscana, Comune, Rsu e organizzazioni sindacali sulla possibilità di favorire un eventuale percorso di reindustrializzazione attraverso la trasformazione della procedura di mobilità in un accordo per la concessione temporanea della cassa integrazione per un periodo massimo di dodici mesi, l'azienda si è resa disponibile ad un eventuale "ricollocamento" del personale licenziato a Pisa nel sito di Pizzighettone dove, per possibili procedure di assunzioni, saranno "privilegiati" i (quasi) ex operai di Ospedaletto.
L'accordo potrebbe essere ratificato già questa mattina in Provincia, dove è previsto un incontro tra i rappresentanti sindacali, quelli dell'ex ente di piazza Vittorio Emanuele e una delegazione dell'azienda. Nessuna speranza invece di rivedere attivi i macchinari di via Bellatalla. La procedura metterà fine ad una storia iniziata con l'ex Colata Continua Pisana, nata nel 2003 dalle ceneri delle ex Fonderie Pisane e nel 2009 inglobata nella Carlo Colombo.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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