Il Tirreno

Pisa

Allarme del primario «Siamo troppo pochi, rischiamo di fare errori»

di Mario Neri
Allarme del primario «Siamo troppo pochi, rischiamo di fare errori»

Lettera di Malacarne ai familiari dei pazienti in Rianimazione «Superlavoro per i tagli, non garantiti i livelli di sicurezza»

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PISA. I suoi alerts ormai sono quasi settimanali. Da tre mesi a questa parte, Paolo Malacarne dice di averne «spediti almeno 6 o 7». Segnalazioni ufficiali alla direzione di Cisanello per descrivere quello che dovrebbe essere un quadro talmente chiaro da risultare anche insopportabile. «Eppure per ora non è cambiato nulla», dice il primario della Rianimazione del pronto soccorso.

Così il medico ha messo nero su bianco il suo allarme e scritto ai familiari dei pazienti: 23 righe su un foglio A4, quasi una lettera appello, un allarme esplosivo per l’Aoup perché lanciato da un reparto in cui si lotta per la vita in ogni istante. «In questa rianimazione, potendo stare accanto al vostro congiunto per molte ore al giorno, avete la possibilità di osservare come il personale medico e infermieristico cerchi di garantire il massimo della qualità nell’assistenza e nella sicurezza a tutti i malati ricoverati. Purtroppo, a seguito di scelte compiute dalla direzione aziendale sull’organizzazione dei posti letto intensivi e sub intensivi destinati ai malati più gravi, sempre più di frequente in questo reparto ci sono periodi più o meno lunghi nei quali il carico assistenziale di cui hanno bisogno i pazienti risulta superiore a quanto il personale del reparto può erogare in sicurezza».

Malacarne è ancora più chiaro. E specifica anche quali siano le scelte dell’Azienda ospedaliera e universitaria a cui si riferisce. Tagli, sostanzialmente tagli ai posti letto nel padiglione dell’area critica. «Hanno deciso di ridurre di ben un terzo i letti di sub intensiva al primo piano del dipartimento di Emergenza e urgenza, 4 sono stati sottratti a Chirurgia d’urgenza circa un anno e mezzo fa e altri 4 ad aprile a Medicina d’urgenza. Così molti pazienti finora in carico a quei reparti arrivano da noi e il nostro reparto, pur avendo mantenuto lo stesso organico (5 infermieri), è costretto a lavorare ad altissima intensità con troppa frequenza e in queste condizioni andiamo spesso sotto gli standard minimi di sicurezza».

I rischi sono evidenti: «Aumenta il pericolo di errore. E in un settore come questo una svista può essere fatale». Ecco la necessità di avvisare i familiari. «Pur con i nostri difetti cercheremo sempre di dare il massimo e sopperire alle carenze, ma credo che l’azienda debba rivedere le sue scelte», dice. Da 24 posti letto, il primo piano è passato ad averne 16. Dodici sono quelli rimasti a Rianimazione, che a luglio e agosto però si riempie di casi gravi, soprattutto pazienti con politrauma da incidente stradale. Il letti - secondo il dottore - sarebbero stati trasformati in posti ordinari per fare spazio a malati meno gravi di cui è ingolfato il pronto soccorso, senza avviare però «verifiche sull’appropriatezza dei ricoveri e l’utilizzo dei letti in sub intensiva», cioè sul poco che resta. Non solo. L’ondata di casi gravi spesso costringe Malacarne a chiedere ospitalità per i pazienti stabili in altri reparti, «compromettendo le liste d’attesa operatorie per altre unità».

«Le risorse assegnate alla rianimazione sono calibrate sul numero dei letti - ribattono dall’Aoup - e la chiusura degli 8 posti letto di sub intensiva è avvenuta due anni fa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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