Sicurezza
Logli chiede danni al Comune per un posto da vigile negato
Il marito di Roberta vuole la riassunzione e un risarcimento di 113mila euro Dopo la selezione annullata, la causa di lavoro per tornare in municipio da Geste
SAN GIULIANO TERME. Per una volta è stato lui a portare davanti a un giudice la sua controparte. E a vincere una prima causa con l’obiettivo di fare il bis in un secondo procedimento davanti al Tribunale civile, sezione lavoro.
Antonio Logli, 53 anni, elettricista della Geste, dopo aver vinto nel 2014 in Corte d’Appello contro il Comune di San Giuliano Terme, obbligandolo ad annullare il concorso per vigile urbano e rifare la graduatoria, ha avviato anche una causa di lavoro.
Richiesta danni. Logli, suo malgrado diventato un nome e un volto noto a livello nazionale per il caso della scomparsa della moglie Roberta Ragusa, nell’atto di citazione chiede all’amministrazione sangiulianese 113.000 euro di danni.
Un risarcimento che, a suo parere, dovrebbe essere accompagnato anche da una riassunzione nell’organico del Comune.
Niente accordo. Nei giorni scorsi si è svolta l’udienza durante la quale le parti hanno discusso una proposta di conciliazione formulata dal giudice. In pratica veniva indicata come soluzione per chiudere il contenzioso, il sostanziale accoglimento della richiesta di Logli di tornare nei ranghi comunali. Nessun accordo è stato raggiunto e la prossima udienza è stata fissata per l’autunno. Ma prima di quella scadenza il marito di Roberta Ragusa, l’imprenditrice scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, a ottobre tornerà davanti a un giudice dell’udienza preliminare per sottoporsi di nuovo alla valutazione di un gup sulla richiesta della Procura di processarlo per omicidio volontario e distruzione di cadavere. Da tempo per Logli la giustizia è un percorso a ostacoli dove si trova a passare dal ruolo di imputato per omicidio a quello di dipendente che vince contro il suo datore di lavoro.
Battaglia legale. Già dipendente del Comune di San Giuliano Terme, il marito di Roberta Ragusa da anni è stato trasferito con mansioni da elettricista alla società partecipata Geste Srl. E da anni ha iniziato una battaglia legale per tornare alle dipendenze del municipio come collaboratore amministrativo. Non senza farsi riconoscere, stando alla quantificazione del danno a suo dire subìto, non meno di 113.000 come risarcimento. Per ottenere il risultato ha intentato una causa civile vinta in Appello nel 2014, il cui esito è stato l’annullamento della selezione alla quale aveva partecipato per l'assegnazione di un posto da vigile urbano.
Selezione e diplomi. La vicenda risale all'agosto del 2011 - cinque mesi prima della deflagrazione del caso Ragusa - quando Logli fa ricorso al giudice del lavoro sostenendo illegittima la procedura di mobilità esterna, indetta dal Comune di San Giuliano, per la copertura di un posto alla polizia municipale. Quel posto viene assegnato a un suo collega, ma per Logli nell'iter della vicenda ci sono molte cose che non quadrano. A cominciare dalla presentazione di un diploma di scuola media che il vincitore della selezione avrebbe presentato in copia e non in originale. Nel gennaio del 2013, però, il giudice del lavoro rigetta il ricorso e condanna il marito di Roberta Ragusa al pagamento delle spese di giudizio. Logli decide comunque di non arrendersi e andare avanti. E nel 2014 vince in Corte d’Appello con tanto di condanna dell’amministrazione «a ripetere una prima selezione espletata per la copertura tramite mobilità interna del posto sopra citato». In autunno nuovo round per ottenere un posto da vigile urbano. Prima, però, dovrà affrontare l’udienza in cui lo accusano di aver ucciso e fatto sparire la moglie.
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