Il Tirreno

Pisa

I libri che alleviano la sofferenza al S. Chiara

I libri che alleviano la sofferenza al S. Chiara

Oltre 500 volumi per i piccoli pazienti del reparto di onco-ematologia: sono il frutto di 230 donazioni

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PISA. Grazie a oltre 230 donazioni, i piccoli pazienti del reparto di onco-ematologia pediatrica dell'ospedale Santa Chiara potranno leggere i grandi classici e volumi più recenti, raccolti nell'ambito dell'iniziativa "un libro sospeso per guardare lontano". 524 nuovi libri arricchiscono gli scaffali della libreria della ludoteca gestita dal 2002 dalla cooperativa "il Simbolo" e dalla Società della Salute all'interno del progetto "Altalena". I volumi comprati nelle librerie pisane aderenti ("Città del Sole", "Libreria per ragazzi", "Ghibellina" e "Fogola") e donati alla ludoteca, saranno destinati in parte ai bambini ricoverati nel suddetto reparto, molti dei quali immunodepressi e quindi a forte rischio contagio; la parte restante sarà a disposizione dei bambini in day hospital. «Noi medici cerchiamo di curare i bambini e renderli adulti sani. Ma dobbiamo anche pensare all'integrità psico-sociale e in questo senso il progetto "Altalena" svolge un ruolo di supporto insostituibile per la vita dei pazienti (di età da 0 ai 18 anni)», Emanuela De Marco, medico dell'unità operativa di onco-ematologia pediatrica dell'ospedale Santa Chiara. Il progetto "Altalena" è coordinato dalla pedagogista Federica Mazzoni. «L'obiettivo è quello di accompagnare il bambino e la famiglia nella malattia, facendo sì che essa non diventi il centro della loro vita. Attraverso il gioco il bambino impara a gestire le proprie emozioni e destreggiarsi nel mondo esterno - racconta Mazzoni -. Importante trasmettere il valore della lettura: aiuta a crescere, stimola la creatività, è uno strumento di evasione ma anche di socializzazione e scambio». È in funzione anche un prestito online su www.anobii.com/ilsimbolo/books. «I bambini ricoverati devono trascorrere del tempo in ospedale e la lettura sicuramente è uno strumento importante nell'elaborazione della loro esperienza terapeutica - dice Alberto Grilli, presidente della cooperativa "il Simbolo" -. Abbiamo scelto di garantire questo servizio nonostante la mancanza di risorse». Il servizio un costo complessivo di 16.000 euro e finora è stato interamente finanziato dalla Sds, che è ancora in attesa dei contributi della Regione. «Siamo in oggettiva difficoltà. Regione e Aoup hanno definito questo progetto prioritario. Se nelle prossime settimane non ci saranno notizie positive, la Sds dovrà subentrare con risorse proprie», afferma la presidente Sandra Capuzzi.

Sharon Braithwaite

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