Gioco
Ladri in azione nelle auto ferme davanti al cimitero
Succede a San Piero a Grado. La testimonianza del fioraio: un colpo a settimana E la gente del posto aspetta ancora una pensilina promessa dal Comune
SAN PIERO A GRADO. E’ da qualche anno che il parcheggio del cimitero di San Piero è uno dei luoghi preferiti per i furti nelle macchine. L’ultimo risale a pochi giorni fa. «È venuto un uomo giovane qui al chiosco, – racconta Stefano Saviozzi proprietario del chiosco di fiori che si trova accanto al cancello d’entrata del cimitero – dicendomi che gli avevano rubato una borsa con dei documenti di lavoro ma che non gli avevano spaccato il finestrino. Ormai si sono organizzati, devono aver usato un meccanismo che apre le auto senza danni apparenti ma dopo non si riesce più a chiuderle perché comunque sono state manomesse. Ma quel signore è stato l’ultimo di una lunga serie perché qui, come minimo ogni settimana c’è un furto e non prendono solo le borse dove pensano che siano i soldi, ma anche le buste della pesa. C’è stato un periodo in cui le signore che venivano al cimitero mettevano la borsa dentro la bauliera e quando tornavano trovano il bagagliaio forzato e la borsa sparita».
Viene da pensare che per andare così a colpo sicuro, il ladro o i ladri, spiasse i movimenti delle persone che arrivavano nel parcheggio che non si trova davanti all’entrata del cimitero, ma di lato e con un muro che ne impedisce la visuale
«Una volta – riprende Saviozzi - perché mi sono permesso di dire ad un giovane in motorino che si aggirava qui davanti in modo sospetto cosa stesse facendo, mi ha minacciato dicendomi che se non mi fossi fatto gli affari miei mi avrebbe bruciato il chiosco. Sono riuscito a prendere il numero di targa del motorino e l’ho denunciato ai carabinieri che mi hanno detto che era un tossicodipendente e tutto è finito lì. Comunque, anche a me hanno rubato diverse volte le piante, due tendoni per esterni e dentro il chiosco come questo inverno, che hanno sfondato il vetro che da sul davanti per rubarmi pochi spiccioli. Ho messo un vetro antisfondamento che mi è costato 110 euro, ma sia la porta che anche tutti gli altri vetri portano i segni di tentativi di scasso subiti in trentacinque anni di attività. Qui mancano anche dei servizi essenziali come una pensilina alla fermata dell’autobus. Anni fa feci anche una raccolta firme e la consegnai alla circoscrizione, ma la fermata è ancora sul ciglio di un campo in mezzo all’erba alta e senza pensilina. E questo malgrado la circoscrizione avesse accettato di farla dato che aveva avuto un finanziamento e la inclusero in un progetto più ampio che prevedeva la realizzazione di una corsia per il carro funebre che dalla chiesa doveva arrivare fino al cimitero. Realizzarono un tratto di corsia, ma dissero che i soldi erano finiti: niente pensilina”.
Donatella Lascar
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