Il dolore
«Canoni, il rimborso dovrà farlo il Demanio»
PISA. «Sulla questione dei canoni demaniali degli stabilimenti balneari, il Comune svolge un ruolo di esattore per lo Stato. Nel caso infatti la vicenda dei ricorsi al Tar si concluda positivamente...
PISA. «Sulla questione dei canoni demaniali degli stabilimenti balneari, il Comune svolge un ruolo di esattore per lo Stato. Nel caso infatti la vicenda dei ricorsi al Tar si concluda positivamente per i proprietari, sarà appunto lo Stato a provvedere agli eventuali rimborsi».
Questo il commento dell'assessore Andrea Serfogli alla sentenza dei giudici amministrativi regionali che ha accolto il ricorso di una quindicina di stabilimenti del nostro litorale (aderenti nella maggioranza al Sib Confcommercio) in merito agli aumenti - in alcuni casi anche del 400% - dei canoni demaniali dal 2009. Comune che adesso, attraverso l'Agenzia del Demanio, dovrà decidere se ricorrere in appello. «La sentenza - spiega Serfogli - ha accolto solo la tesi dei ricorrenti legata alla questione del rinnovo, considerando appunto la concessione scaduta nel 2009 da prorogare e non da fare ex novo. Come rinnovo i canoni dovevano rimanere quelli precedenti. Non c'è stata invece alcuna contestazione sulla distinzione tra strutture di facile o di non facile rimozione». Quali sono le conseguenze della sentenza? Conclude Serfogli: «Bisogna attendere l'esito di altri ricorsi. Poi c'è da capire se il Demanio farà appello. A bocce ferme vedremo come comportarci anche per gli stabilimenti che per ora non si sono mossi legalmente».
Nei prossimi giorni il Tar discuterà il ricorso di altri otto stabilimenti seguiti per conto della Confesercenti dall'avvocato Toscano. Confesercenti che attraverso il presidente del litorale Alessando Cordoni prende spunto dalla sentenza per sollecitare Palazzo Gambacorti sulla riapertura di un tavolo legato anche ai canoni comunli. «È questione di giorni e sapremo la decisione del tribunale europeo sulla concessione o meno di una proroga alle aste per i nostri bagni. Sia nel caso di accoglimento che in quello, malaugurato, di bocciatura, diventa fondamentale riaprire il dialogo con il Comune. Nei mesi scorsi l'amministrazione ha presentato alla Regione i documenti necessari per la ridefinizione della linea demaniale. Obiettivo è decidere se parti di litorale dovranno ricadere ancora sotto la competenza del demanio marittimo o se, invece, potranno passare al demanio comunale. Purtroppo dalla Regione non abbiamo avuto notizia, invece si tratta di un passaggio fondamentale. Il Comune ha indicato di voler acquisire aree pubbliche che erano all'interno del demanio marittimo (ad esempio largo Pontecorvo); stesso discorso per le strutture dei bagni (cabine, ristoranti, chalet) che con una modifica della linea demaniale possono rientrare nell'area comunale. Al demanio rimarrebbero, come giusto, solo gli arenili.Secondo passaggio, arenatosi nei primi incontri con i tecnici del Comune, deve riguardare poi la vendita del diritto di supercificie per le aree comunali ora solo in concessione».
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