Il Tirreno

Pisa

Bancarelle più arretrate in piazza

di Donatella Lascar

Belvedere a Tirrenia: c’è un progetto per mettere ordine. Intanto è battaglia coi venditori abusivi

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PISA. C’è la speranza che il prossimo anno lo scenario che immancabilmente abbiamo visto in piazza Belvedere a Tirrenia in quest’ultimo decennio, cambi completamente.

«Circa due mesi fa, – spiega il vicesindaco e assessore al litorale Paolo Ghezzi – è stato presentato un progetto che prevede l’arretramento delle bancarelle rispetto al marciapiede dove si trovano adesso, nella parte della pineta confinate a cui il Parco ha dato il suo assenso. Bisogna ancora vedere come razionalizzare le bancarelle e si spera di dare sostanza al progetto almeno per il prossimo anno».

L’assessore Ghezzi, ha anche sottolineato che l’assenso del Parco a questo progetto rappresenta un passo avanti rispetto al passato quando, sia il Sindaco Marco Filippeschi che i vari assessori al commercio che si sono susseguiti, avevano pensato di spostare le bancarelle nella pinetina vicino dove per un po’ di tempo era stato realizzato il parco avventura e il Parco non aveva accettato perché quella è area boschiva.

Al momento però, le bancarelle, in regola sotto il profilo amministrativo dato che i titolari pagano il suolo pubblico, sono sempre le stesse con i loro tendoni a strisce bianche e verdi oppure blu, una diversa dall’altra con intelaiature in ferro in disuso da decenni.

Gli spazi tra una bancarella e l’altra sono riempiti da altrettanti teli tenuti insieme da mollette per il bucato o da semplici legacci. Ogni bancarella è illuminata da lampadine attaccate semplicemente al filo della corrente che non vengono mai spente nemmeno durante il giorno.

Lo scenario si arricchisce anche di venditori abusivi che stendono davanti alle bancarelle lenzuola bianche su cui espongono soprattutto scarpe e borse rendendo impossibile il passaggio sul marciapiede di passeggini o sedie a rotelle perché lo spazio si riduce talmente tanto che chi vuol passare deve farlo in fila indiana. Quest’anno però, i bancarellai hanno cercato di trovare una soluzione da soli a questo problema, esponendo parte della loro merce sul margine del marciapiede davanti ai loro banchi in modo che gli abusivi non possano occuparlo.

E’ una guerra sottile giocata in silenzio tra i bancarellai regolari, quasi tutti cingalesi e gli abusivi, quasi tutti senegalesi. Una situazione che nel corso del tempo ha portato anche ad una sua organizzazione infatti, quasi ogni giorno sia per pranzo che per cena, arriva un camioncino che distribuisce i pasti soprattutto ai venditori abusivi.

Verso le sei del pomeriggio di domenica scorsa però, c’è stato un improvviso fuggi fuggi tra i venditori abusivi probabilmente per l’arrivo delle forze dell’ordine.

Hanno chiuso velocemente le lenzuola con dentro la merce, se le sono caricate in spalla e sono scappati cercando un rifugio nell’attesa di poter tornare. Ma la stagione è appena cominciata e dietro le bancarelle che costeggiano la pinetina, cominciamo già a vedere lo sporco e lo scempio che nel corso dell’estate è destinato ad aumentare. Bottiglie di plastica abbandonate, sporcizia varia tra cui sacchetti abbandonati con dentro dei braccialetti forse rotti e una sedia abbandonata.

Nelle vicinanze non ci sono gabinetti chimici e la pineta si sta trasformando in un orinatoio a cielo aperto. Le ore da trascorrere poi sono tante e qualcuno, soprattutto tra gli abusivi, per riposarsi si stende sulle panchine o in terra su delle stuoie e quando è l’ora della preghiera, può capitare di vederli pregare inginocchiati su di un tappeto rivolti verso la Mecca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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