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Pisa

Divelte le catene del centro La Fontina Riaperta la struttura

Divelte le catene del centro La Fontina Riaperta la struttura

Dura solo un giorno il divieto imposto dalla Provincia «Ora un percorso per arrivare al bando per la gestione»

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PISA. Lo avevano promesso: «Non accettiamo la chiusura, spezzeremo le catene». Detto, fatto. Nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, i cancelli degli impianti sportivi della Fontina, quello di via Carducci e quello di via di Pratale, sono stati "riaperti". E ieri, dopo la "momentanea" chiusura per motivi di sicurezza disposta dalla Provincia, ente proprietario della struttura, l'area a metà tra il territorio comunale di Pisa e quello di San Giuliano Terme, è tornata a popolarsi di giovani, bambini ed anziani. Chi per tirare due calci ad un pallone, chi per allenarsi nella palestra popolare allestita nel "casottino" e chi, semplicemente, per passare qualche ora in compagnia. Ieri sera è inoltre iniziato il cineforum estivo, che prevede una serie di proiezioni settimanali a tema sortivo. Catene e catenacci installati all'alba di 2 giorni fa della Provincia, non hanno prodotto l'effetto sperato, quello di sbarrare gli ingressi degli impianti sportivi «per motivi di sicurezza, in quanto all'interno sono presenti pericoli che possono recare danni all'incolumità delle persone».

Hanno invece attivato la mobilitazione dei residenti, dei comitati civici e degli ex militanti del movimento Occupy Pisa che nel maggio 2012, al termine di una manifestazione contro Equitalia, occupò quegli spazi abbandonati da oltre sei anni dando vita al progetto autogestito ed autofinanziato della Nuova Periferia Polivalente attraverso il recupero - per quanto possibile - e il riutilizzo degli spazi sportivi (2 campetti di calcio, uno di tennis, uno di basket e dal grande campo da calcio con pista di atletica e tribunetta) e non. Nella stessa giornata dell'installazione, i catenacci sono stati divelti a colpi di tronchesi (sul web, al sito change.org, è statalanciata una petizione per la difesa del progetto).

La Provincia fa sapere che si muoverà di conseguenza, rivolgendosi alle autorità competenti per denunciare l'effrazione e la violazione della proprietà privata. Parallelamente, cercherà di lavorare per individuare una soluzione, «nella legalità e in sicurezza», per l'utilizzo degli spazi.

«La chiusura - proseguono dall'ex ente di piazza Vittorio Emanuele - era l'unica possibilità dopo il sopralluogo tecnico del 24 giugno scorso che ne ha verificato le insufficienti condizioni di sicurezza, proponendo con la massima sollecitudine, la messa in sicurezza dell'intera struttura. Pur in un quadro di forte trasformazione istituzionale che ha impegnato l'ente nell'ultimo anno (riforma Del Rio e nuova legislazione regionale che ridefinisce funzioni e competenze sottraendo anche la promozione sportiva e impedendo di spendere risorse anche se ci fossero), resta la volontà di trovare una soluzione positiva per il recupero di un bene di cui la cittadinanza possa usufruire in tutta sicurezza e con modalità che ne garantiscano la continuità d'esercizio e la manutenzione in un quadro di legalità. Con l'obiettivo di arrivare quanto prima ad un bando di evidenza pubblica per la gestione e la ristrutturazione degli impianti - aggiunge la Provincia - nel frattempo si proverà a lavorare per trovare anche soluzioni temporanee di utilizzo delle strutture, cercando di valorizzare le azioni di recupero della cittadinanza e delle associazioni».

Danilo Renzullo

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