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Pisa

l’intervista al luminare

«Al S. Chiara spazi indegni» Per i pazienti è “una topaia”

PISA. Professore Mario Gabriele, lei è l'unico ad avere una deroga alla legge Balduzzi. Scusi, il suo reparto ha tre edifici al Santa Chiara, possibile non ci sia spazio per un ambulatorio? «Lo...

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PISA. Professore Mario Gabriele, lei è l'unico ad avere una deroga alla legge Balduzzi. Scusi, il suo reparto ha tre edifici al Santa Chiara, possibile non ci sia spazio per un ambulatorio?

«Lo spazio si potrebbe trovare ma non ci sono le condizioni adeguate. Infatti da tempo dovrebbero realizzare l'Odontoiatria nuova, ma ancora non c'è. Prima doveva nascere nel vecchio pronto soccorso poi hanno deciso per la vecchia ortopedia. Sarei dovuto andarci giù 5 anni fa. Ora finalmente sono partiti i lavori. Gli edifici che cita, il 15, 16 e 17, sono spaziosi, ma fatiscenti. L'ambiente non è dignitoso, ci sono le crepe sui muri. Ultimamente i Nas hanno chiuso l'Igiene orale. I pazienti vengono e mi dicono: "O professore, ma dove la tengono, in una topaia?". Insomma non ci sono strutture adeguate ad allestire percorsi separati dal pubblico».

Deve ammettere che è una deroga particolare visto lo stop a chi operava a San Rossore.

«Io a San Rossore non ci ho mai messo piede, sono in via Rosselli dal 2000. E la deroga è in vigore dall'introduzione della Balduzzi. Il mio lavoro di libera professione si riduce all’odontoiatria. Sono il chirurgo di tutti i dentisti di fuori, io vedo i pazienti difficili, faccio loro una visita e poi si fanno in ospedale».

In ospedale?

«Certo, io credo nell'ospedale pubblico. I pazienti li visito da privato fuori ma poi li opero in ospedale con il percorso istituzionale, con regolare appuntamento senza dare precedenze a nessuno. Sono uno dei pochi che ha liste d'attesa di un mese. Io non tengo liste d'attesa lunghe per lavorare di più nell'intramoenia. Aldilà delle visite, la mia attività è solo istituzionale».

Dunque si tratta di una deroga che l'Aoup concede a se stessa?

«È una deroga unica perché ho sempre dato segno di altissima serietà: tutti i pagamenti sono tracciabili. E poi sono uno dei più grandi contribuenti pisani. Se un cittadino ha bisogno di cure, di fronte a medico con un guadagno alto ha la certezza di avere a che fare con un professionista che lavora e paga le tasse. So che in Regione mi hanno portato come esempio. E quando incontro i colleghi a cui hanno trovato qualcosa di irregolare, dico sempre: "La colpa è vostra se stringono il collare"».

Ma all'edificio 29 lei non potrebbe visitare come gli altri?

«Per fare un ambulatorio a me avrebbero dovuto spendere 500mila euro. Ma fra poco andrò in pensione, perché buttare via tanti soldi? Ho chiesto venissero investiti per nuovi macchinari. Perché per chi ha i soldi dobbiamo fare le cose belle e invece per il popolo non facciamo nulla? Ma perché se vado a ortopedia per una protesi all'anca l'ospedale paga e invece per una povera persona che ha bisogno della dentiera si deve dire che non ci sono risorse? È una cosa ingiusta dal punto di vista sociale. Per questo ho sempre sostenuto la necessità dell’odontoiatria pubblica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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