Il Tirreno

Pisa

Una permuta con il complesso Marchesi

di Francesco Loi
Una permuta con il complesso Marchesi

Comune e amministrazione provinciale discutono da tempo di uno scambio che comprende anche la succursale delle Fucini

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PISA. Dietro lo stato di abbandono decennale degli impianti sportivi della Fontina c’è anche un lungo dialogo tra Comune e Provincia di Pisa (che dura da poco meno) mai sfociato in un’intesa. Che al Comune interessi entrare in possesso del complesso sportivo di proprietà della Provincia è noto. Ma ancora manca la quadratura del cerchio, che poi consisterebbe in una maxi-permuta in grado di sistemare, peraltro, anche un paio di situazione decisamente particolari e curiose di beni su cui i due enti hanno “intrecciato” le competenze.

Ma procediamo con ordine, ricordando cosa si legge nell’atto della Provincia sugli impianti della Fontina riguardo alle prospettive: «In considerazione dell’evidente situazione di pericolo che l’intero complesso sportivo può rappresentare per la pubblica incolumità nel caso che terzi soggetti vi accedano anche se non specificatamente autorizzati, nelle more dell’espletamento di una procedura di gara per la vendita o l’affidamento della gestione e contestuale ristrutturazione degli impianti, si ritiene opportuno disporne l’immediata e temporanea chiusura». Dunque, la Provincia prefigura due ipotesi: la vendita o l’affidamento in gestione.

Sul tema è già intervenuto l’assessore comunale allo sport, Salvatore Sanzo, che aveva già seguito il complesso evolversi della vicenda quando era assessore della Provincia: «Auspico una soluzione che possa permettere la restituzione alla città degli impianti della Fontina, sempre mantenendone l’uso sportivo». Dalle parole di Sanzo si deduce una contrarietà all’ipotesi di vendita, ammesso che sia possibile per quel tipo di proprietà vincolata, e un recupero/regolarizzazione di quegli spazi, storicamente gestiti da enti di promozione sportiva quali Csi e Uisp.

Una partita quindi che il Comune vorrebbe giocare, se si sciogliesse il nodo. Compito in particolare di Andrea Serfogli, in qualità di assessore al patrimonio. Da vedere se gli ultimi sviluppi, con la chiusura degli impianti, porteranno ad un’accelerata sulla permuta tra enti, considerato che a capo di entrambi c’è ormai la stessa persona, ovvero il sindaco/presidente Marco Filippeschi.

Sul tavolo sono già definite le pedine di scambio: da una parte gli impianti sportivi della Fontina e la succursale delle scuole Ficini di via Gori e dall’altro il complesso scolastico Marchesi di Cisanello.

Per prendere in carico le strutture della Fontina, il Comune chiede di avere anche la proprietà delle succursali delle Fucini, rarissimo caso di scuola media inferiore ancora in possesso della Provincia. In cambio è pronta a cedere il Marchesi. E anche questa è una cosa che deve essere spiegata. Il complesso scolastico di Cisanello ospita scuole medie superiori e come tale è proprietà della Provincia, ma il terreno su cui sorge è del Comune. In altre parole, una proprietà divisa in due o comunque un intreccio un po’ strano che condiziona le mosse di entrambi gli enti. Come successo qualche anno fa quando era emersa l’idea di abbatterlo per gli eccessivi costi di manutenzione e la variante urbanistica dava la possibilità di costruirvi palazzine.

Se andasse a buon fine la permuta, tutto sarebbe ricondotto sotto un’unica responsabilità e proprietà. E forse sarebbe anche più semplice affrontare il confronto che la Provincia ha avviato con l’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. E’ dello scorso gennaio la risposta positiva dell’Inail alla richiesta della Provincia di Pisa relativa all’ammissione nei piani di investimento. Il meccanismo di attribuzione dei finanziamenti è particolare. L’accordo si potrebbe concretizzare anzitutto con l’acquisto dell’immobile da parte dell’Inail, che dunque ne diventerebbe a tutti gli effetti il nuovo proprietario. Nel caso del Marchesi, la Provincia ha visto ammessa un’operazione da 27 milioni e 797.000 euro: somma che comprende sia la cifra che occorre per l’acquisto dell’immobile, sia i costi di ricostruzione. Tutti pezzi di città che attendono certezze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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