Lutto
Sport e natura, la ricetta di Fratoni per San Rossore
L’assessora regionale in visita alla tenuta lancia l’idea di valorizzare il Parco sfruttando la vocazione turistica
PISA. A oprire San Rossore a un turismo light, leggero e di nicchia, ma che consenta al Parco di «autofinanziarsi». È la ricetta che Federica Fratoni sta pensando per la tenuta, che ieri mattina ha visitato per la prima volta da assessora all’ambiente della Toscana. «Si è aperta una nuova fase che significa nuovo impulso alla gestione del parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli e alla gestione dei beni della Tenuta», ha detto, «ed è il momento di avviare insieme un percorso di confronto e partecipazione che possa consegnare a questo patrimonio la direttrice di crescita e di sviluppo. Sarà perciò indispensabile fare sistema».
Fratoni ha presieduto il Comitato di presidenza della tenuta di San Rossore, la prima riunione dall'inizio della legislatura. E l'incontro è stata l'occasione per fare il punto con il presidente Giovanni Maffei Cardellini su una serie di questioni aperte sul futuro del Parco ma soprattutto sulla gestione dei terreni e dei fabbricati che un tempo erano di proprietà dello Stato e che dal 1999 sono stati trasferiti in proprietà alla Regione. «Il tema parchi - ha proseguito l'assessore - è e sarà fondamentale in questa legislatura considerando che la Regione dal 1 gennaio 2016 ha riassunto le competenze sulle aree protette. Ci adopreremo per risolvere velocemente tutti i problemi aperti, come le questione legate alla presentazione dei bilanci, e procedere con il piano di valorizzazione dei beni della tenuta. Una valorizzazione che terrà ben presente il rispetto dei vincoli ambientali del parco - dice l’assessora - Ma credo che, proprio dando priorità alla salvaguardia, il Parco sia anche una grande risorsa turistica e uno strumento che, se adeguatamente gestito, può rappresentare un’opportunità di sviluppo con ricadute economiche e occupazionali per tutto il territorio». L’assessora organizzerà una nuova visita a stretto giro, proprio «per capire meglio con i tecnici come promuovere il Parco, ma credo ci sia un mercato, fatto di appassionati sportivi e amanti della natura, che potrebbe garantire a San Rossore un turismo di nicchia sostenibile, e utile anche a garantire una sorta di autofinanziamento».
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