Finanza
Un corso per diventare apicoltori
CALCI. Lla Vallegraziosa si merita il titolo di una delle capitali dell'apicoltura. Le iniziative si consolidano e si moltiplicano nel solco di una tradizione che affonda le radici nel tempo. Già...
CALCI. Lla Vallegraziosa si merita il titolo di una delle capitali dell'apicoltura. Le iniziative si consolidano e si moltiplicano nel solco di una tradizione che affonda le radici nel tempo. Già alla Certosa, quando c'erano i monaci i quali hanno abbandonato il complesso monumentale negli anni settanta del secolo scorso, il miele così come il liquore rappresentava una produzione molto apprezzata. Non si contano ai giorni nostri gli appassionati che in proprio curano le api e favoriscono il ciclo della loro attività. C'è un laboratorio artigiano fiorente, in via Calcesana, guidato da Diego Bonanni, che ha conquistato una fama a livello toscano. «Qualche anno fa - rivela Diego Bonanni - anche il Tirreno pubblicò la notizia del furto clamoroso di numerose arnie, che mi vennero rubate in circostanze rocambolesche. I carabinieri, a conclusione di lunghe indagini, sono poi riusciti a far luce sull'episodio». Dal crescente interesse per le api è cominciato un corso teorico pratico che spazia tra i territori di Pisa e Livorno, epicentro Calci. A promuoverlo la cooperativa Feronia, d'intesa con lo studio Agrofauno di Livorno. Coordina il tutto Leonardo Gelli: «Ci siamo attivati dopo l'incredibile successo dello scorso anno. L'intero mese di luglio è assorbito dalle lezioni con tantissimi frequentanti».
Fra gli appuntamenti più significativi del corso quello del 7 luglio incentrato sulle tipologie di arnie esistenti, le attrezzature apistiche, la disposizione dell'alveario e le cure necessarie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google