Il Tirreno

Pisa

Tagli, la prima occupazione al S. Anna

Tagli, la prima occupazione al S. Anna

Manifestazione “storica” degli studenti che per protestare trascinano banchi, sedie e cattedre nel cortile della scuola

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PISA. Più che una protesta, loro la definiscono un'azione per «richiamare l'attenzione». Quella del rettore, dei presidi e dei professori della Scuola Superiore Sant'Anna, che ieri ha vissuto la prima, simbolica, occupazione dalla sua fondazione da parte dei suoi allievi che contestano il taglio «ai fondi destinati ai soggiorni di studio». Un centinaio di studenti ha "trasferito" banchi e sedie dalle aule al chiostro interno della Scuola, svolgendo nel cortile "occupato" le normali attività di studio. In silenzio, per l'intero pomeriggio, gli allievi hanno "presidiato" il chiostro fino all'incontro con il rettore Pierdomenico Perata, chiesto ed ottenuto per discutere e fare chiarezza sui fondi stanziati dalla Scuola. «Per la prima volta - spiega Marco Maria Germani, allievo di medicina - ci troviamo ad affrontare una situazione in cui ci sono allievi che potranno godere a pieno dell'offerta formativa della Scuola e soprattutto delle esperienze di internazionalizzazione, ed altri no a causa del taglio dei fondi che mette a rischio anche il principio di uguaglianza, da sempre garantito dalla Scuola». Per gli studenti, il taglio ammonterebbe a circa 100.000 euro. A fronte dei circa 280.000 euro stanziati lo scorso anno, sarebbero "solo" 180.000 quelli disponibili per l'anno in corso. «Ciò - proseguono gli allievi - a causa del taglio del contributo ministeriale e a seguito della costruzione del nuovo polo scientifico previsto nel comune di San Giuliano Terme, per il quale la Scuola sta concentrando attenzione e risorse». Secondo l'ateneo di piazza Martiri della Libertà è invece di quasi 40.000 euro in più, rispetto alle cifre snocciolate dagli allievi, il budget disponibile per i soggiorni di studio, composto da 181.400 euro a cui vanno aggiunti 20.000 euro di finanziamento aggiuntivo approvato dal cda ed altri 10.000 euro di finanziamento per la Summer School. Un totale di quasi 212.000 euro, grazie al quale dallo scorso aprile sono state assegnate e finanziate 101 borse di studio.

«Dal 2007 al 2015, il contributo ministeriale per il collegio a noi destinato si è ridotto del 75%, passando da un milione a poco più di 200 mila euro - replica il rettore Pierdomenico Perata - mentre i finanziamenti per i viaggi studio sono passati da 300 a 200 mila euro in un anno: ciò dimostra che si tratta di una protesta bizzarr. Comprendo il dispiacere dei ragazzi, ma osservo che questa riduzione è stata votata due volte dai rappresentanti studenteschi, sia in sede di approvazione di bilancio a gennaio che durante il documento di variazione approvato a maggio». Non solo. «I fondi stanziati consentiranno un viaggio ad almeno 100 dei 270 studenti totali della Scuola. Ciò significa che in cinque anni tutti avranno occasione di farlo». E in ogni caso è una situazione che andrà «ridiscussa» col bilancio 2017 che «verrà fatto nel modo trasparente che ha caratterizzato quest'ultimo budget». Per gli studenti il taglio «rischia di creare anche una divisione sociale», tra «studenti facoltosi e non». Ma Perata, nell’incontro conavuto ieri sera, ha assicurato: «Se ci saranno risparmi, considereremo i viaggi studio una priorità su cui investire, ma la prossima volta siate più attenti a cosa viene approvato negli organi».

Danilo Renzullo

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