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Gli studenti spendono sul territorio pisano 184 milioni all’anno
La voce più alta è quella relativa agli affitti, ma svettano anche i costi per il tempo libero, i trasporti ed i bar
PISA. Gli studenti rappresentano una componente fondamentale dell’Università e la loro presenza sul territorio incide notevolmente sull’economia locale, ovvero per oltre 184 milioni di euro. Nel 2014 la popolazione universitaria pisana risulta composta complessivamente da 47.443 studenti iscritti ai corsi di laurea12, di cui: 9.905 residenti a Pisa; 16.957 residenti in area vasta esclusa la provincia di Pisa (Livorno, Lucca, Massa); 4.780 residenti nelle restanti province della Toscana; 15.348 provenienti dalle altre regioni d’Italia; 453 stranieri.
Per valutare dunque l’entità di questo impatto, la ricerca dell’Ateneo ha analizzato i comportamenti di spesa degli studenti sul territorio, che sono diversi a seconda della residenza e della frequenza con cui si recano nella sede universitaria. Alla situazione anagrafica sono state abbinate le risultanze di un apposito questionario, elaborato dall’Osservatorio Statistico di Ateneo su un campione di 2.281 studenti, suddivisi tra residenti in sede, residenti fuori sede, pendolari settimanali, pendolari giornalieri, pendolari occasionali, studenti di un corso di studio in sede distaccata.
Le categorie di spesa che sono oggetto di analisi nel questionario sono le seguenti: spese per la mensa; spese per bar, rosticcerie, alimentari; spese per beni non alimentari, servizi, sport, spese mediche e tempo libero; spese per copisterie, libri e fotocopie; spese per trasporti “esterni” (“lunghe” percorrenze per andata e ritorno a casa: treno, aereo, bus, nave, auto) ed “interni” (“brevi” percorrenze da e verso la sede universitaria: treno, autobus, auto e motociclo); spese per affitto e per le utenze.
I dati che sono stati ricavati sono riportati nella tabella che potete leggere sopra. La voce principale, e non poteva essere altrimenti, è quella relativa agli affitti per un totale che sfiora i 52 milioni di euro, quasi un terzo della cifra complessiva. Ma che il movimento economico sia notevole lo dimostrano i circa 33 milioni per prodotto generici non alimentari. In terza posizione, come importo di spesa, ci sono invece i costi sostenuti proprio per generi alimentari. Cifre significative sono anche quelle relative alle utenze (più di 11 milioni), al tempo libero (stessa cifra) e alla mensa (oltre 10 milioni). Non troppo da meno le spese che la popolazione studentesca affronta per i trasporti interni, dall’autobus al treno (quasi 10 milioni) e nei bar (7,6 milioni). Una cifra notevole, circa 8 milioni e mezzo di euro, è anche quella che si ottiene sommando due voci “confinanti”, quelle relative a libri e fotocopie.
Tra le particolarità che emergono dall’indagine Ateneo-Irpet, le spese degli studenti in mobilità internazionale, per un totale che arriva a poco meno di 2 milioni di euro. Infatti, fanno parte della popolazione universitaria anche gli studenti esteri che partecipano ai programmi di mobilità internazionale, ovvero quei progetti promossi a livello comunitario ed extracomunitario per favorire la cooperazione e la mobilità nel campo dell’istruzione superiore.
Per l’anno 2014 il totale di tali studenti ammonta a 680 unità, di cui 390 partecipanti al programma “Erasmus”; 20 sono coloro che partecipano al progetto “Free mover” di durata pari ad un semestre, 6 invece al “Free mover” con durata due semestri; 10 fanno parte del programma “Scambi mobilità studenti”; 3 del progetto “Tempus”; 77 partecipano a “Scienze senza frontiere”; 174 infine risultano frequentanti le “Summer Schools”. Per la stima dell’impatto di tali studenti sono stati utilizzati gli stessi criteri impiegati per la valutazione della spesa degli iscritti ai corsi di studio.
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