Il Tirreno

Pisa

Sfila in strada la rabbia dei ricercatori

di Danilo Renzullo
Sfila in strada la rabbia dei ricercatori

Sciopero e corteo dei dipendenti della Ericsson. Una delegazione ricevuta dal vice prefetto vicario Valerio Massimo Romeo

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PISA. Hanno smesso i panni di ricercatori per indossare quelli di manifestanti. Ancora una volta. Con le bandiere del sindacato e gli striscioni di protesta, sono scesi in piazza per urlare la loro rabbia e per sensibilizzare la città e le istituzioni su una vertenza, quella della Ericsson, che coinvolge decine di lavoratori. Matematici, ingegneri e informatici. Una lunga esperienza accademica alle spalle, un futuro lavorativo sempre più offuscato. Tra licenziamenti e trasferimenti rischiano di perdere il proprio posto di lavoro e la città di vedere allontanarsi un altro centro di eccellenza.

Ieri, i dipendenti della Ericsson di Pisa, multinazionale svedese della telefonia e delle tecnologie della comunicazione, hanno scioperato contro «l'arroganza» della società, che rifiuta di sedersi al tavolo istituzionale convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico per cercare di trovare una soluzione alternativa alla procedura di mobilità aperta nei confronti di 9 dei 53 lavoratori impiegati nell'area della ricerca di San Cataldo (dove l'azienda è attiva da circa 15 anni), prevedendo il trasferimento di altri 30 a Genova dove, allo stesso tempo, la società ha annunciato decine di licenziamenti nell'ambito di un processo di ristrutturazione nazionale che coinvolge oltre 300 lavoratori. Con accanto i rappresentanti sindacali della Cgil ed alcuni esponenti della lista “Una città in comune”, i dipendenti della Ericsson hanno inscenato un corteo di protesta che, partito da piazza XX Settembre, è arrivato sotto il palazzo della prefettura. «Scioperiamo contro i tagli all'occupazione - dicono -, ma soprattutto contro l'arroganza e il rifiuto della multinazionale di prestare ascolto alla richiesta delle autorità di Pisa e della Regione e di confrontarsi con le istituzioni locali e nazionali».

Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal vice prefetto vicario Valerio Massimo Romeo «che - aggiungono i manifestanti - ha dimostrato sensibilità e preoccupazione, dicendosi disponibile ad appoggiare le nostre rivendicazioni». La prefettura ha preso l'impegno a contattare il Ministero del Lavoro e quello dello Sviluppo Economico, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la prefettura di Genova per creare una sorta di rete istituzionale e cercare di convincere l'azienda a sedersi attorno ad un tavolo ministeriale e di partecipare ai confronti con il Comune e la Regione che, durante un incontro che si è svolto lunedì scorso a Firenze, hanno ribadito la necessità di un vertice tra rappresentanti delle istituzioni, della società e dei lavoratori e l'impegno a mettere in campo ogni iniziativa per difendere il laboratorio pisano e l'intera forza lavoro impiegata.

Dopo lo sciopero e la manifestazione di ieri, i lavoratori Ericsson torneranno ad incrociare le braccia venerdì prossimo, nell'ambito di uno sciopero nazionale di tutti i dipendenti italiani della multinazionale, che si ritroveranno a Roma per una manifestazione sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico. Per il 12 luglio è stata invece indetta un'assemblea del coordinamento nazionale delle Rsu, che si ritroveranno per decidere una strategia comune per portare avanti la mobilitazione. Il piano della multinazionale prevede il mantenimento a Pisa di un gruppo di 14 ricercatori. Un tentativo, accusano i lavoratori, per cercare di continuare ad accaparrarsi i finanziamenti pubblici ed in particolare quelli della Regione Toscana, che in quattro anni (2010-2014) ha contribuito allo sviluppo del laboratorio e dei progetti di ricerca con oltre 12 milioni di euro. «Questa vertenza - concludono i lavoratori - rappresenta anche la fine della proficua sinergia instaurata negli anni con altri enti di ricerca (Scuola Sant'Anna, Cnit e Cnr, in particolare) e la fine per gli studenti di ingegneria ed informatica di poter realizzare le proprie aspettative professionali, trovando impiego in un'importante azienda del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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