La protesta
La battaglia di Renato: da dieci anni combatte la Sla, torna a salutare i suoi ex compagni di lavoro
L’ex bibliotecario della Scuola Normale ha esaudito, per pochi minuti, il suo desiderio
PISA. Renato Nisticò è tornato al suo amato posto di lavoro, anche se per pochi minuti, nonostante la malattia che lo affligge da più di dieci anni. Il suo spirito battagliero è più vivo che mai e ad accoglierlo al Palazzo del Capitano di piazza del Castelletto, attuale sede della biblioteca della Scuola Normale Superiore, ha trovato i suoi amici e colleghi di una vita. L'ex bibliotecario della Scuola Normale Superiore ha espresso il desiderio di tornare in quei luoghi a lui tanto cari e l'associazione “Team Deri Sla”, fondata da Stefania Mazzucchi in memoria del marito Daniele, ha fatto tutto il possibile affinché quel desiderio diventasse realtà. Nisticò è arrivato a bordo di un mezzo della Misericordia di Navacchio, accompagnato dai volontari, dal suo badante e la sua infermiera, da Mazzucchi e da Paolo Malacarne, primario della rianimazione di Cisanello.
Grande la commozione di tutti nel rivederlo e nel leggere l'emozione nei suoi occhi, l'unica parte del corpo che Nisticò può muovere. La Sla, infatti, è una malattia neurodegenerativa che immobilizza progressivamente il corpo. Un destino crudele che indebolisce e irrigidisce lentamente i muscoli, ma non la mente, che rimane vigile e attenta. Il desiderio di comunicare, Nisticò lo esprime con lo sguardo, grazie all'insostituibile ausilio di Simonetta, la sua infermiera: con pochi cenni indica le lettere dell'alfabeto scritte su un foglio, componendo parole che vengono pronunciate da Simonetta. Quelle parole che Nisticò ha studiato, intrecciato, letto durante i suoi studi universitari in Calabria e poi nella sua amata Pisa.
Nisticò, nato a Catanzaro 56 anni fa, è stato un apprezzato studioso, scrittore e, per qualche anno, anche collaboratore per l'inserto culturale del Tirreno. È autore di diversi saggi letterali e programmi radiofonici e fan del cantautore Francesco De Gregori. La letteratura è da sempre la sua grande passione. “Team Deri” è nata nel marzo 2014 per sostenere i malati di Sla e i loro cari. Perché vivere nella malattia si può, come ha dimostrato in vita Daniele Deri. I volontari di questa associazione rendono possibile quelle azioni di vita quotidiana che la Sla trasforma in ostacoli insormontabili.
«Questo ritorno in Normale è un'occasione per far uscire all'aria aperta Nisticò e per portare avanti le attività di sensibilizzazione svolte dalla nostra associazione - dice Mazzucchi -. Stiamo raccogliendo fondi per poter acquistare un'ambulanza per la Misercordia di Cascina, adatta ai malati di Sla, ma utilizzabile anche dal resto della popolazione. In un'ambulanza attrezzata in questo senso il viaggio sarebbe sicuro e più comodo. Il paziente potrebbe essere attaccato al respiratore e all'aspiratore ad inverter, per non perdere la carica della batteria, e avere all'occorrenza attrezzatura sanitaria fondamentale per ovviare a qualsiasi imprevisto».
Alla raccolta fondi parteciperanno anche gli amici di Nisticò, che ieri ha visitato alcuni locali della biblioteca della Normale. Alla fine, Simonetta ha letto un suo messaggio rivolto ai presenti. «Cari colleghi, intervenire qui è commovente come immaginerete. Tornare qui non è senza emozione, non solo perché torno tra gli amati colleghi ma perché il sogno di una biblioteca si è innestato nel mio immaginario, fino alla creazione del volume laterziano su questi temi. Colgo l'occasione per salutare Mazzucchi, Malacarne e la sua organizzazione che hanno reso possibile questa visita. Un abbraccio forte forte».
Commossi i suoi ex colleghi, stupiti dalla grinta e dal coraggio di Nisticò, il quale, dopo aver trascorso molti anni in casa, ha deciso solo alcune settimane fa di uscire per visitare il suo ex posto di lavoro. «Nei primi anni 2000 Renato lesse pubblicamente l'Orlando Furioso, opera di Ludovico Ariosto riproposta quest'anno dalla Scuola Normale - commenta Elisabetta Terzuoli -. La sua bella voce ci è mancata molto, aveva un'impostazione vocale nota anche al grande pubblico grazie al suo programma su Radio2 dedicato alla letteratura». «Con un po' di buon senso, con questi malati si può andare dappertutto e in tranquillità e sicurezza - afferma Malacarne, primario dell'Auop e membro dell'associazione “Team Deri” -. Questi malati non devono essere reclusi in casa. Se vogliono uscire, devono poterlo fare».
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