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Carlo Colombo, venerdì nuovo confronto

Carlo Colombo, venerdì nuovo confronto

Le organizzazioni sindacali vogliono strappare una serie di incentivi per i 68 lavoratori di Ospedaletto

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PISA. Dopo aver rifiutato di partecipare al tavolo in sede ministeriale, venerdì prossimo la Carlo Colombo spa, società leader nel mercato nazionale ed internazionale dei semilavorati in rame, sarà chiamata a confrontarsi con i sindacati. L'obiettivo delle organizzazioni dei lavoratori è riuscire a strappare, durante il tavolo che si terrà nella sede dell'Unione Industriale, una serie di incentivi per i 68 lavoratori del sito di Ospedaletto per i quali la società lo scorso aprile ha aperto una procedura di mobilità finalizzata alla chiusura dello stabilimento, rifiutando anche la proposta dei sindacati, della Regione e del Comune di trasformare la procedura in un accordo per la concessione temporanea della cassa integrazione per un periodo massimo di dodici mesi per cercare una soluzione alternativa alla chiusura del sito e al licenziamento di tutta la forza lavoro (previsto entro il 17 luglio). «Licenziamenti, un secco no alla concessione temporanea della cassa integrazione, una totale chiusura rispetto a possibili percorsi per mantenere il sito industriale e il rifiuto a partecipare al tavolo al ministero. È questo l'arrogante e insopportabile comportamento della Carlo Colombo, specchio chiaro e pulito della strategia seguita dalle multinazionali - accusano Rifondazione comunista e “Una città in comune” -: lanciare subito la chiusura dei siti produttivi e mettere in mobilità le maestranze, ovvero licenziarle senza attivare preventivamente alcun tavolo “pre-crisi”. Si tratta di un durissimo colpo per le decine di operai della Colombo e delle loro famiglie. È dovere della politica dare un forte segnale ad un'azienda che non ha avuto remore a chiudere lo stabilimento - proseguono le forze politiche -. Le istituzioni preposte non devono concedere nessuna benevola attenzione nelle procedure di smantellamento del sito produttivo: né economica, né inerente alla bonifica e riqualificazione ambientale che deve avvenire nel pieno rispetto delle leggi».

Prc e “Una città in comune” annunciano la presentazione, in Comune e Regione, di una serie di atti ispettivi per una verifica su tutte le procedure, «comprese eventuali agevolazioni ricevute dall'azienda dal sistema pubblico» chiedendo alle istituzioni di «promuovere un percorso di efficace reinserimento dei lavoratori nel mondo produttivo». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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