Sicurezza
Sciopero e corteo fin sotto le finestre della Prefettura
La vertenza pisana della Ericsson è sbarcata sui tavoli della Regione Toscana Simoncini: «Incomprensibile il disimpegno dell’azienda». Via alla mobilitazione
PISA. L'obiettivo è difendere «lo sviluppo delle produzioni e dei servizi dell'innovazione digitale in Toscana e a Pisa».
La Regione Toscana e il Comune di Pisa prenderanno contatti con i vertici della Ericsson Italia «per ribadire la centralità della sede pisana e richiamare l'azienda agli impegni presi». È quanto hanno concordato ieri i due enti al termine di un vertice a Firenze, per cercare di convincere la multinazionale svedese della telefonia e delle tecnologie della comunicazione a ritirare il piano di ristrutturazione che prevede la messa in mobilità di nove lavoratori impiegati nel laboratorio pisano, attivo nell'area della ricerca di San Cataldo, il trasferimento a Genova (dove sono previsti decine di esuberi) di 25 dipendenti e il mantenimento a Pisa di 14 addetti. Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato il consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini, le organizzazioni sindacali, la Rsu e il sindaco Marco Filippeschi, le istituzioni hanno preso atto delle preoccupazioni manifestate dai sindacati sull'ipotesi di ridimensionamento del sito pisano. Simoncini, ricordando i contributi (oltre 10 milioni di euro) che la Regione ha stanziato negli anni per contribuire allo sviluppo dell'attività di ricerca di Ericsson, sottolinea il rischio di depotenziamento del ruolo e di rottura del legame esistente con i centri di ricerca e le aziende del territorio.
«Una riduzione a 14 addetti rischierebbe di rappresentare solo un passaggio verso una definitiva chiusura del sito di Pisa - commenta Simoncini - e non si comprende perché Ericsson non possa proseguire l'attività in remoto da Pisa viste le importanti alleanze costruite in questi anni».
Questa mattina i dipendenti pisani della multinazionale incroceranno ancora una volta le braccia (con uno sciopero di otto ore) e, con una manifestazione che partirà da piazza XX Settembre, raggiungeranno la prefettura per chiedere al rappresentante del governo di fare pressioni a livello ministeriale affinché l'azienda partecipi ad un tavolo istituzionale, finora rifiutato. «Ci vuole un'interlocuzione con l'azienda - sottolinea Filippeschi -: la Ericsson non può negarla. La Toscana e Pisa hanno sempre dimostrato attenzione e impegno per le attività di un centro di ricerca di eccellenza. Chiederò la mobilitazione delle altre istituzioni. La città vuole difendere una prospettiva nell'ambito dello sviluppo delle produzioni e dei servizi dell'innovazione digitale in Toscana».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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