Il Tirreno

Pisa

“Fontina” pericolosa si chiudono gli accessi

di Francesco Loi
“Fontina” pericolosa si chiudono gli accessi

La Provincia: impianti sportivi ancora usati abusivamente

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PISA. L’altro pomeriggio, quattro studenti universitari erano impegnati in un acceso doppio di tennis. Un altro ragazzo invece faceva giri di campo. Nel vero senso della parola: ormai è un campaccio con l’erba alta e bruciata dal sole, non più quel rettangolo di gioco che per anni ha visto passare generazioni di giovani calciatori. E intorno, come faceva quel ragazzo, si corre in realtà su una pista di cemento dissestato. Per dirla tutta, anche la superficie dove si gioca a tennis è un altro segno dell’incuria. La copertura sintetica è arrotolata e gettata da una parte.

I campi sportivi della Fontina, a metà tra il territorio comunale di Pisa e quello di San Giuliano, hanno già “festeggiato” il decennale dell’abbandono. Una vicenda assai fastidiosa che si è portata via un pezzo di storia del quartiere. Oltre a ribadire quella domanda senza risposta che gira da sempre: com’è stato possibile arrivare a questo punto? Ad essere precisi, le strutture non sono del tutto lasciate a se stesse, dopo l’insediamento di quelli di OccupyPisa, quattro anni fa, avvenuto non senza l’appoggio dei residenti del comitato La Fontina, preoccupati che il degrado richiamasse situazioni di degrado e delinquenza.

Ma tutto ormai avviene fuori dalle regole. Quegli studenti universitari lì non potrebbero starci. E nemmeno il giovane che corre sul cemento disfatto. Il fatto è che i cancelli, sia lato via di Pratale che lato via Carducci, sono aperti. Chiunque può passare. Sfruttando quel che resta degli impianti. O, come spesso avviene, come scorciatoia a piedi o in bicicletta per andare dalla Fontina alla città e viceversa. Ora questo non sarà più possibile. La Provincia di Pisa, proprietaria degli impianti, ha deciso di chiudere gli accessi. Motivi di sicurezza, anzitutto. Cosa succede se qualcuno si fa male utilizzando, abusivamente, i “ruderi” dei vecchi campi da calcio, calcio a 5, tennis e basket? Per questo la Provincia ha disposto con un apposito atto «l’immediata e temporanea chiusura dell’intero complesso». E’ di qualche giorno fa un sopralluogo dei tecnici della Provincia, cui è seguita una relazione in cui «si prende atto del cattivo stato manutentivo di tutti i campi sportivi», oltre a certificare che gli impianti risultano «del tutto impraticabili senza un adeguato intervento di manutenzione ordinaria e/o straordinaria». Normale, e non potrebbe essere diversamente.

Quattro anni fa quelli del movimento, che hanno ribattezzato il centro “Nuova periferia polivalente”, avevano eseguito a proprie spese interventi di riqualificazione, soprattutto a vantaggio della palazzina che ospita le stanze del custode e gli spogliatoi. Saltuariamente, ancora vi organizzano iniziative aperte al quartiere. Una situazione che deriva dall’assenza di qualsiasi prospettiva certa per gli impianti. Nel tempo si sono susseguite varie ipotesi. Si era parlato dell’interessamento di alcuni enti di promozione sportiva (gli impianti sono stati gestiti a lungo da Csi e Uisp), ma anche di soggetti privati. Girava persino l’idea di costruirvi una piscina e una palestra, spostando verso via Pindemonte campi e campetti. Ma ora l’abbandono si paga. Chiunque ci metta mano, sa che servirà almeno un milione di euro solo per il ripristino degli impianti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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