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«Dobbiamo far valere il positivo delle differenze»

«Dobbiamo far valere il positivo delle differenze»

Il sindaco Filippeschi alla manifestazione di ieri sera in piazza dei Miracoli Presenti anche alcuni profughi ora volontari della Croce Rossa di San Piero a Grado

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PISA. Decine le persone che ieri sera hanno partecipato al presidio sotto la Torre, in solidarietà alle vittime della strage in Bangladesh, contro la barbarie del terrorismo. Molti i rappresentanti istituzionali presenti, dei sindacati e delle associazioni volontariato, di Pisa e dei Comuni limitrofi. Un modo per dire ancora una volta basta alle stragi di matrice islamista e rivendicare le conquiste della civiltà moderna. «La manifestazione spontanea organizzata nel pomeriggio dalla comunità islamica pisana è molto significativa e chiarissima come sempre nel rifiuto totale del terrorismo e di ogni violenza che si ammanta di giustificazioni religiose - ha affermato il sindaco Marco Filippeschi, accanto al presidente della comunità musulmana locale -. Sappiamo che è in corso una battaglia molto difficile contro un nemico della civiltà europea, di tutte le civiltà. Gli attacchi più cruenti colpiscono soprattutto i musulmani nel mondo». Filippeschi ha ricordato l'aumento della vigilanza in città e l'importanza di difendere i valori fondanti della società. Non è mancato un riferimento alla futura costruzione di una moschea a Porta a Lucca. «Sotto la guida del prefetto, abbiamo preso ulteriori misure di protezione. Ancora più preziose sono le azioni di intelligence. Ma è ogni comunità che deve trovare le proprie ragioni per contrastare in linea di principio la barbarie del terrorismo. Con uno spirito di condivisione e di apertura, abbiamo affrontato il tema dei luoghi dove professare una religione - dice il primo cittadino -. Se le comunità islamiche sono unite come oggi nel professare la loro fede, possono rispecchiarsi nella città senza isolamenti o chiusure e costruire una società migliore». Spazio ai propri valori ma anche alle diversità, quindi. «Dobbiamo far valere il positivo delle differenze, vivere in comunità aperte dove si rispettano le regole, dove nessuna comunità si chiude alle altre, dove c'è capacità di ascoltarsi e condivisione, a partire dalle scuole - sottolinea Filippeschi -. Abbiamo bisogno di avere la forza delle nostre certezze, dei nostri valori fondamentali, delle conquiste irrevocabili e sfidate da questi fenomeni globali. Ognuno deve fare la propria parte: siamo qui per dire che non consideriamo questi attentati la normalità, che non ci abituiamo a questo clima di terrore, che isoliamo chi diffonde una cultura di morte e che difendiamo le democrazie».

Al presidio erano presenti alcune decine di profughi, ora volontari della Croce Rossa nella sede di San Piero a Grado. (s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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