Il Tirreno

Pisa

Un pompiere per 16mila residenti

di Danilo Renzullo
Un pompiere per 16mila residenti

Appello al prefetto Visconti: la situazione è insostenibile a causa delle carenze d’organico

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Cinque squadre per oltre 420.000 abitanti. Un solo vigile del fuoco al servizio di oltre 16.000 residenti: la situazione è insostenibile».

La carenza d'organico, più volte denunciata, finisce adesso sul tavolo del prefetto. Il coordinamento provinciale Usb vigili del fuoco di Pisa si appella al rappresentante del governo sul territorio per sollecitare un'attenzione e un intervento parlamentare per far fronte al risicato numero di caschi rossi presenti sul territorio. «A Pisa e provincia - spiega il sindacato - ogni giorno sono presenti cinque squadre, di cui solo due, quando tutto va bene, nella sede di via Matteotti. La terza eventuale chiamata di soccorso resta in attesa».

Le due squadre non solo devono coprire l'intero territorio del capoluogo, ma anche i comuni di San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci, Fauglia, Orciano e Santa Luce oltre ad una parte del comune di Cascina (fino a Navacchio) per un totale di 526 chilometri quadrati e una popolazione di oltre 170.000 abitanti. Le altre tre squadre dislocate in provincia coprono invece i territori di Cascina, Castelfranco e Saline per una superficie di 1.918 chilometri quadrati e una popolazione di 251.000 abitanti. «In totale - prosegue l'Usb - le cinque squadre devono coprire una popolazione di 421.000 abitanti, con un rapporto di un vigile del fuoco ogni 16.840 abitanti contro una media europea di uno ogni mille. Facciamo appello alle istituzioni per incrementare gli organici e le risorse e rispondere alla salvaguardia della popolazione».

Nonostante la carenza di organico, nel corso del 2015 il comando di Pisa ha effettuato 6.453 interventi, legati soprattutto alle emergenze dettate dal maltempo. Il sindacato di base propone di superare l'emergenza attraverso la stabilizzazione dei cosiddetti “discontinui”, vigili del fuoco precari che venivano assunti per 14 giorni per integrare le squadre ordinarie. Un percorso per arrivare alla loro stabilizzazione è stato avviato dall'onorevole Fiano, «ma la proposta risulta ferma nel suo iter», prosegue l'Usb, che adesso si appella al prefetto Attilio Visconti affinché «porti all'attenzione del governo questa problematica, considerando che i tagli avuti dai vari governi, in particolare sul soccorso, ha ridotto i richiami dei vigili discontinui, prevedendo la scomparsa di questa figura». «Per riuscire ad avere un organico che risponda al meglio alle esigenze dei cittadini, serve riclassificare l'organico dell'intero comando, anche perché il dato che va preso in considerazione è il numero di abitanti ed il rapporto che deve esserci con i vigili del fuoco», aggiunge il sindacato di base. «Si è passato invece da un progetto di “Italia in 20 minuti” (tempo ritenuto congruo per raggiungere un intervento) ad uno di riordino al ribasso, a tal punto da non riuscire a tutelare in maniera ottimale le esigenze dei territori: al momento il rapporto è di un vigile del fuoco per ogni 15.000 abitanti ed è un paradosso - conclude l'Usb - poter garantire un soccorso efficiente da soddisfare le esigenze dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa