Il Tirreno

Pisa

Ucciso da un tumore a 52 anni il dottor Fioretti

Renata Viola
Il dottor Pierpaolo Fioretti
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Il dottor Pierpaolo Fioretti

Era il figlio del ginecologo Piero. Tre anni fa perse la moglie morta di leucemia

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PISA. Si è spento prematuramente all'età di 52 anni il dottor Pierpaolo Fioretti. Il notissimo odontoiatra era stato colpito da una malattia manifestatasi all'improvviso nello scorso mese di marzo. Le sue condizioni sono rimaste gravi nonostante un intervento chirurgico d'urgenza.

Lascia l'adorato figlio Piero, la madre Letizia, il fratello Piero Eugenio e le sorelle Susanna e Sveva. È stata quest’ultima ad accudirlo fino all'ultimo, in una casa della famiglia in Versilia. La moglie Pina De Luca, apprezzata ginecologa della clinica San Rossore, era scomparsa appena tre anni fa per una leucemia. Figlio del professor Piero Fioretti, per molti anni direttore della clinica ginecologica dell'ospedale Santa Chiara, Pierpaolo, per gli amici solo Paolo, si era laureato in Odontoiatria  all'Università di Siena ed aveva lavorato come assistente per 4 anni all'Università di Zurigo, nel reparto di protesi e dolori facciali. Esercitava a Pisa, nello studio in via Cardinale Maffi, e a Carmignano, in provincia di Prato, in piazza Matteotti.

La notizia della morte di Fioretti, affermato e brillante professionista, ha gettato nello sconforto pazienti, amici e semplici conoscenti. Fin dalla serata di venerdì il suo profilo Facebook è stato inondato da messaggi di commozione, di rabbia e di grande dolore per un destino così crudele. Attento e scrupoloso nel lavoro: lo studio di Pisa non si è mai fermato in questi mesi grazie all'affetto dei suoi colleghi che hanno messo a disposizione gratuitamente la loro professionalità. Amico leale e generoso nella vita privata, Paolo è stato il collante di tante situazioni per la sua famiglia di origine. Un buono. Al punto di aver curato tanti pazienti in difficoltà senza voler alcun compenso. Uno a cui si poteva anche perdonare qualche errore, perché... era Paolo. Un portatore sano di eterna fanciullezza che coglieva con entusiasmo tutti gli aspetti della vita: dai viaggi alla velocità in macchina, dalla buona tavola alla solidarietà. Fino a una brusca sterzata per avvicinarsi alla fede in Dio.

Ma la sua grande passione era il volo. Un desiderio coltivato fin da piccolo, maturato con una discreta conoscenza del settore aeronautico e coronato dal brevetto di pilota di ultraleggeri. Negli ultimi anni aveva scoperto le attività benefiche, di alcune delle quali si era anche reso promotore. Grazie all'amicizia nata con Paolo Brosio, aveva avviato insieme alla moglie Pina un percorso di fede con il gruppo “Rinnovamento dello spirito”. Numerosi i viaggi a Medjugorie e le riunioni di preghiera, che lo avevano profondamente cambiato. Ed è stata proprio la preghiera ad aiutarlo nelle sue ultime settimane di vita. Paolo aveva deciso di non sottoporsi alle cure della medicina tradizionale. La sua volontà è stata quella di restare cosciente e presente a se stesso finché ha potuto. E così il 19 giugno scorso ha congedato tutti i suoi cari, compresa la sua nuova compagna Anna, si è allontanato da tutte le cose materiali, alla ricerca di una serenità interiore.

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