Attenzione
«Mi hai rotto l’auto». E poi lo massacra
Tende una trappola al vicino nel garage e lo prende a bastonate per un danno allo specchietto: arrestato per tentato omicidio
PISA. È capitato quasi a tutti quelli del palazzo di battibeccare con lui. Chi per le lenzuola stese male che sconfinavano sui suoi avvolgibili, chi per i vasetti di fiori con cui qualche abitante ha provato ad addobbare un po' questi moloc di cemento quasi metafisici per quanto alienanti, o per i rumori del piano di sopra, e chissà per cos’altro. Ogni scusa sembrava buona per attaccare briga, per una banalità o per l'altra, e da Pierangelo Aledda era meglio stare alla larga, faceva paura. «È un tipo fumino, grande e grosso, sopra le righe», dice una residente di un altro palazzo. Giovedì notte questo 69enne, origini sarde ma residente a Pisa, ha fatto anche male. L'ennesima lite, al B2 di via Clemente Merlo - più che una via un isolato di grandi edifici popolari grigi e rossi stretti fra la Pam e la Coop di Pisanova - è scoppiata per uno specchietto rotto dell’auto.
Ed è finita con un uomo di 44 anni ricoverato a Cisanello, in prognosi riservata. Aledda l’ha mezzo massacrato, l’ha preso a bastonate con una mazza lunga 90 centimetri e di 14 centimetri di diametro. Se la sua vittima non fosse riuscita a fuggire «adesso staremmo parlando di una tragedia», dice un uomo del reparto volanti della polizia guidato da Fabrizio Nocita arrivato sul posto dopo l’allarme lanciato dai vicini che, insieme ai colleghi, l’ha arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi. Succede tutto dopo cena. Aledda si è convinto che a rompergli lo specchietto dell’auto sia stato proprio quel condomino. Fra i due ci sarebbero anche vecchi rancori. Lo aspetta fuori. La vittima è uscito da poco, sta rientrando col il gatto in braccio. «Bravo bravo, sei stato tu a rompere lo specchietto e non hai nemmeno il coraggio di farti avanti eh...», provoca Aledda. «Di cosa stai parlando?», risponde l’altro. «Vieni giù in garage, ti faccio vedere». È una trappola. Perché è lì, una volta arrivati nel parcheggio seminterrato, che il pensionato impugna una mazza e comincia a scaricare la sua rabbia sul vicino. Lo colpisce almeno cinque o sei volte alla testa, e poi altri colpi lo feriscono alle spalle e al torace. Resta stordito, ma riesce a rifugiarsi urlando in casa di una vicina. Da lì parte la chiamata al 113 e all’ambulanza. Quando arrivano, gli agenti lo trovano con il volto ricoperto di sangue.
Ieri, per fortuna, il 44enne stava meglio. «No grazie, non ho niente da dire», ci dice. Mentre venerdì il giudice per le indagini preliminari, Giulio Cipolletta, ha convalidato l’arresto e disposto per Aledda il divieto di dimora in via Merlo. Dovrà vivere distante da Pisa. Anche perché, anche solo citofonare ai suoi vicini basta a capire che il clima nel palazzo, abitato da dipendenti ed ex dipendenti delle Poste, non sia esattamente serenissimo. Nessuno vuole parlare di ciò che è successo. E solo uno alla fine dà una spiegazione a tanta reticenza: «Tanto prima o poi lo rimandano a casa, e qui mica ci abita lei».
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