Sicurezza
Là sotto c’era la casa del Conte Ugolino
Le ricerche nel giardino del Consorzio Fiumi e Fossi sul lungarno
PISA. Su cosa si trovi là sotto ormai affiorano certezze. E allora si scaverà. Obiettivo dichiarato: portare alla luce le fondamenta della casa del Conte Ugolino. Il quale abitava sul lungarno (ora) Galilei, dove c’erano le proprietà della potentissima famiglia Della Gherardesca. Era zona una di case torri, quella dove si erge il palazzo dei Consoli del Mare, conosciuto oggi come sede del Consorzio 4 Basso Valdarno, già Ufficio Fiumi e Fossi. Il suo cortile con un bel giardino per quasi due mesi diventerà lo scenario di uno scavo archeologico, che si inserisce nelle più recenti iniziative culturali che hanno riguardato Dante a Pisa e in Toscana, mentre in piazza dei Cavalieri è stata riaperta proprio la torre di Ugolino. Al progetto per lo scavo sta lavorando da qualche anno Marco Monaco, presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno. «Un modo - dice - per valorizzare il palazzo e la città intera: nel frattempo abbiamo ricevuto tutti i permessi necessari dal ministero dei Beni culturali e della Sovrintendenza».
L’area, dal punto di vista archeologico, si presenta sicuramente interessante. Il palazzo dei Consoli del Mare è proprio a fianco della chiesa di San Sepolcro, attestata a partire dal 1138. La residenza del Conte Ugolino attraversa il 1200 e così dagli scavi si spera di trovare, oltre alle fondamenta, una serie di preziosi reperti a partire da quell’epoca. «Le indagini svolte con il georadar, oltre ai documenti alla base dello studio, hanno già confermato nella zona la presenza di resti di case torri. Siamo molto fiduciosi sull’esito delle ricerche», dice Monaco per ribadire che non si scaverà a caso.
Le ricerche sono affidate dal Consorzio agli archeologici Monica Baldassarri e Antonio Alberti. Sarà un tuffo in una parte famosa della storia di Pisa, con al centro quel Conte Ugolino al quale i versi di Dante Alighieri nell’Inferno della Divina Commedia, girone dei traditori, hanno assicurato una fama assoluta. Che l’area dove sorge il giardino del Consorzio sia particolare non c’è dubbio: è l’unica zona verde ad affacciarsi direttamente sul lungarno e rappresenta l’accesso all’ingresso secondario del Palazzo dei Consoli del Mare. Dopo la condanna del Conte traditore, rinchiuso nella Torre della Muda, si racconta tra storia e leggenda che tutte le costruzioni vennero rase al suolo e la zona intera cosparsa di sale, in modo che nessuno mai più vi ricostruisse o vi piantasse un solo fiore.
Gli scavi verranno effettuati nella parte ovest e nella parte est del giardino. L’idea di partenza è andare nel sottosuolo per un metro, un metro e mezzo, così da arrivare all’altezza del pavimento della confinante chiesa di San Sepolcro. Ma, a seconda di cosa emergerà, si potranno toccare anche i due metri di profondità. Le ricerche cominceranno lunedì 11 luglio per concludersi sabato 27 agosto. Per eseguire gli scavi saranno abbattuti quattro pini che si trovano nel giardino. «I reperti che verranno recuperati - dice Monaco - saranno ospitati in una sala apposita che abbiamo già individuato, come da richiesta del ministero. Mi piacerebbe che, alla fine della campagna di scavi, l’area potesse rimanere a vista, come testimonianza e vanto della città».
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