Gioco
Teseco, nuovo colpo sul futuro dell’azienda l’asta ancora deserta
Nessuna offerta al tribunale fallimentare alla seconda gara Destino sempre più nero per i 174 lavoratori di Ospedaletto
PISA. Nessuna offerta. Per la seconda volta, in pochi mesi, va deserta la gara per le vendita della Teseco decisa dal tribunale fallimentare. Nessuna azienda ha presentato una proposta d’acquisto e un progetto per rilevare la società di Ospedaletto leader nazionale nel settore delle bonifiche ambientali e nel trattamento dei rifiuti, entrata in crisi e da ottobre scorso in concordato preventivo in continuità aziendale.
Ieri il giudice Giovanni Zucconi avrebbe dovuto aprire le buste per procedere all’asta competitiva, ma in queste settimane nessuno si è fatto avanti per rilevare il ramo d’azienda più importante, il “Business unit impianti”, quello a cui è legata la maggior parte dell’organico. Partito da una base di 18.106.000 euro, il valore di vendita era sceso dalla prima alla seconda gara fino a 14.484.800.
Adesso Zucconi, insieme al commissario giudiziale, il commercialista Alberto Lang, e ai vertici dell’azienda, dovrà reimpostare un nuovo percorso per provare a salvare lo stabilimento di via Ragghianti, un tassello importantissimo per l’economia del territorio. I tre si incontreranno la prossima settimana per far ripartire l’iter di vendita. Sono molte le strade percorribili, ma è quasi scontato che si arriverà ad un ulteriore ribasso. Sebbene entrambe andate a vuoto, le aste sono state caratterizzate dalla presenza di aziende interessate alla Teseco nella fase preliminare, quella della “data room”, una finestra in cui l’azienda sotto procedura fallimentare mette a disposizione dei soggetti industriali interessati tutti i documenti utili alla formazione di un quadro economico chiaro. Evidentemente, chi si è fatto avanti con Teseco non è convinto che il valore fissato finora sia competitivo sul mercato, o più probabilmente sta provando a spremere la società di Ospedaletto. È questo il rischio: che nelle prossime settimane il prezzo scenda ancora. Il Tribunale potrebbe decidere di arrivare ad una terza asta oppure di aprire alle manifestazioni di interesse, e dunque attendere un’offerta di un soggetto industriale e su quella stabilire la nuova base di gara. In entrambi i casi, l’iter non giungerà a conclusione prima di settembre.
Un nuovo duro colpo per i 150 lavoratori dello stabilimento pisano (altri 24 sono sparsi fra Torino e Trieste), soprattutto dopo quello giunto giovedì con il fallimento delle trattative fra la Spa di Ospedaletto e la Cogevi, una società padovana a cui il giudice aveva aggiudicato in via provvisoria il ramo minore, la “Business unit bonifiche”, per la quale il valore di partenza era stato stimato in 1.090.000 euro. Chi si fosse aggiudicato questo ramo, si vincolava alla assunzione di almeno trenta lavoratori, mentre per la “Business unit impianti” il numero minimo di dipendenti da riassorbire è di 80 fra operai e impiegati. Per ora però il loro futuro resta molto fosco, anche perché ad ottobre 2016 scadrà la cassa integrazione straordinaria attivata dopo i contratti di solidarietà. Se qualcuno non compra Teseco, ci saranno 174 famiglie senza paracadute.
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