Attenzione
C’è da salvare Marina tra ghiaie e stalli blu la crisi è inarrestabile
Una delle poche spiagge di sabbia, in piazza Sardegna è sempre affollata. Le altre, invece, sono pressoché deserte
MARINA. Per Marina è arrivato il momento di reiventarsi. Il lungomare meraviglioso e l’acqua limpida non sono più sufficienti per farla scegliere come destinazione per il mare né da parte dei turisti né da chi abita nell’hinterland pisano. Insomma, la sola bellezza naturale ormai è diventata insufficiente perché quello che manca sono i servizi.
«Sul lungomare non c’è un solo punto d’ombra - commenta Pina Mazza, socia insieme ai figli del bar La Perla -, per renderlo fruibile nel pomeriggio bisognerebbe che ci fosse messo qualche albero, non so, magari delle palme perché altrimenti, camminare sul lungomare in estate nelle ore pomeridiane significa rischiare un’insolazione. Per non parlare delle panchine che sono senza schienale, adatte solamente ai più giovani. Peccato, però, che siano gli anziani i soli a sedercisi».
Ma un’idea c’è per rimettere in gioco Marina e risollevarla dalla crisi che l’attanaglia, aggravata quest’anno, come dicono i commercianti, anche dalla presenza degli stalli blu. E a lanciarla è il presidente di Confesercenti Antonio Veronese, che propone di trasformare gli scogli in un solarium con pedane di legno gestite dalle attività commerciali del lungomare. «Si tratta di una proposta così impraticabile? - afferma il presidente -. Noi insieme ai commercianti ci stiamo impegnando per attrarre sempre più persone a Marina. Il carnevale estivo porterà sicuramente risultati concreti, ma da solo non basta. Anche l’amministrazione comunale deve fare la propria parte. Innanzitutto, ascoltando senza pregiudizi i commercianti che ogni giorno vivono sul litorale. Per questo chiediamo un incontro urgente con il vicesindaco Paolo Ghezzi e l’assessore alla mobilità Giuseppe Forte per cercare un correttivo alla sosta a pagamento soprattutto per il periodo che va dal 14 luglio al 21 agosto». «Penso che dei solarium di legno siano una buona idea - riprende Pina Mazza -, io sono favorevole a tutto ciò che può portare più lavoro e che abbellisce il luogo».
Ma c’è anche chi in passato aveva già pensato ad una cosa del genere ed è apparso subito interessato all’idea lanciata dal presidente di Confesercenti. «Qualche anno fa - racconta Dario Barontini, titolare del bar Tiffany - avevo fatto fare un progetto dall’architetto Marco Bottai che però non è mai stato preso in considerazione e che invece era piaciuto anche ad altri commercianti. Il progetto era ad impatto ambientale zero, la struttura sarebbe stata realizzata completamente in legno, era smontabile e con accesso ai disabili».
Il progetto prevedeva di togliere gli scogli davanti all’attività e di installare una veranda in legno dove sotto ci sarebbero stati bagni, spogliatoi pubblici e una cabina per il pronto soccorso. Sulla veranda ci sarebbero stati anche dei tavoli con ombrelloni con il servizio del bar ma anche una lunga passerella che avrebbe accompagnato i disabili fin nell’acqua, un servizio di bagnino e soprattutto l’intera struttura sarebbe stata fruibile da tutti gratuitamente. «La realizzazione sarebbe stata completamente a carico mio come anche per tutti gli altri commercianti che avessero voluto realizzarla - spiega Barontini -. Mostrai il progetto in un’assemblea pubblica all’assessore Giuseppe Forte, che all’epoca era assessore al commercio, e all’assessore Andrea Serfogli che a quel tempo era sia assessore ai lavori pubblici che con delega al litorale, ma non ne ho saputo più niente e tutto è finito in una bolla di sapone. Mi piacerebbe molto incontrare il presidente Veronese per mostrargli il mio progetto. La situazione qui è critica - spiega Barontini -, un po’ per la crisi che persiste e un po’ per queste ghiaie, che quest’anno sono state spianate solo dove c’era il cantiere, e naturalmente su quelle montagne non ci va nessuno. E poi hanno messo dei gabinetti chimici come sui cantieri edili che non usa nessuno. Qualcosa si deve fare. Come posso fare a pagare le tasse comunali se l’amministrazione stessa non sistema il luogo dove devo lavorare e per giunta solo due mesi, perché per il resto dell’anno Marina è morta».
Infatti, guardando il lungomare, le spiagge di ghiaia, che per un lungo tratto sono una montagna che impediscono anche la vista del mare, sono deserte. È impossibile da quell’altezza entrare in acqua se non affrontando una discesa faticosa. Una delle poche spiagge di sabbia che si trova in piazza Sardegna, invece, è piena di gente, soprattutto con bambini nel passeggino e anche un po’ più grandi. «Io vengo su questa spiaggia tutti i giorni con i miei due bambini - racconta una signora pisana - esclusi il sabato e la domenica perché c’è troppa gente. I bambini sulle spiagge di ghiaia ci stanno male e poi hanno una cresta così alta che entrare in mare è pericoloso».
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