Il Tirreno

Pisa

Sforbiciata ai super primari da trenta i big passano a otto

di Mario Neri
Sforbiciata ai super primari da trenta i big passano a otto

Ecco tutti i nuovi incarichi ai capi di dipartimento della Toscana nord ovest A Pisa confermati Belcari e Magozzi. Perde la posizione di vertice Spisni

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PISA. Mancano ancora alcuni tasselli, ma per la catena di comando degli ospedali della costa è una rivoluzione. Che la riorganizzazione imposta dalla riforma della sanità toscana avrebbe previsto una manovra di tagli e la rinuncia a molte posizioni di vertice era previsto, ma non con una sforbiciata di queste proporzioni. «Dobbiamo almeno dimezzare i dipartimenti», disse tre mesi fa Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’Asl della Toscana nord ovest. Erano 30 i super primari alla guida di gruppi di reparti e unità operative nell'area vasta. Ma invece di 15, le mega strutture ospedaliere con poteri di gestione su personale e risorse saranno solo 8. I dipartimenti ospedalieri puri saranno poi affiancati da altri per l’organizzazione dell’assistenza territoriale e quelli amministrativi e tecnici. Ma è sui camici bianchi che si giocava la partita politica più difficile perché la nuova geografia avrebbe comportato la perdita di potere per molti super primari. Un “deficit” in parte compensato. Fra dipartimento e reparto è stata creata una struttura intermedia, l’«area». E se sono ben 22 i dipartimenti cancellati, sono 23 i capi area.

Conferme e new entry. Ma chi sono i nuovi 8 super primari ospedalieri e chi i 4 territoriali? Quali i capi area? E chi invece perde un posto che vale circa 24 mila euro di indennità in più (per tre anni) rispetto a quella da primario “semplice”? Per ora restano vacanti due mega strutture ospedaliere, e cioè il dipartimento di Oncologia e quello di Riabilitazione, per cui verrà varato un concorso. Ma la tornata di nomine è anche un misuratore della fiducia di De Lauretis nei singoli ospedali. Sono ben due i versiliesi nominati direttori, entrambi new entry. Mario Manca, chirurgo che ha fatto crescere molto l’ortopedia del Versilia, dirigerà le Specialistiche Chirurgiche; mentre Roberto Diodati, già direttore del laboratorio di analisi, avrà la Patologia clinica. Conferme per tutti gli altri, dato che erano direttori di dipartimento nelle loro Asl di riferimento. Il neurologo livornese Roberto Bigazzi guiderà le Specialistiche mediche. Affidato al lucchese Ferdinando Cellai l’Emergenza urgenza e area critica; e a Lucca va anche l’apice gestionale di Materno Infantile, dato che Raffaele Domenici guiderà tutte le maternità e le ginecologie di un’area con 13 mila dipendenti, 1 milione e 200 mila assistiti e 13 ospedali. Premiati i successi della radiologia interventistica di Massa, che De Lauretis vorrebbe far diventare centro di riferimento per l’Aslona. Va infatti a Tito Torri la direzione Diagnostica per immagini. Nei territoriali si affermano il veterinario pisano Giovanni Belcari, che sarà direttore del dipartimento di Prevenzione; il pontederese Fabrizio Magozzi, già a capo delle Professioni tecnico sanitarie all’Asl di Pisa; il primario di psichiatria lucchese Roberto Sarlo per la Salute mentale; Giuseppe Taurino, già capo a Massa, è nuovo direttore del Farmaco; Laura Brizzi ai Servizi sociali, e infine la livornese Chiara Pini, alla quale va uno dei dipartimenti tradizionalmente più tosti, le Professioni infermieristiche e ostetriche, l’area più sindacalizzata con 6mila dipendenti.

I big salvi. Incarico di vertice salvo coloro che si aggiudicano la direzione di un’area. Fra i pisani ci sono Emanuela De Franco, che guidava la sanità pubblica e adesso dovrà gestire la salute in carcere; il rianimatore Paolo Carnesecchi va al Blocco operatorio; Franco Carnesecchi alle ortopedie e tramautologie; quasi una promozione per Roberto Andreini, visto che l’internista non ha mai avuto un dipartimento; Sabino Cozza alla Radiodiagnostica; e fra i salvi spicca il neurochirurgo livornese Orazio Santonocito, che però Monica Calamai vorrebbe portare a Firenze. Un colpo per Careggi che, oltre a togliere il primato nell’area a Livorno, minaccia anche la neurochirurgia dell’Aoup.

I big all’addio. Dicono addio al superprimariato dieci medici, fra questi Laura Spisni, finora capo dipartimento del pronto soccorso a Pontedera; poi la neurologa Monica Mazzoni di Lucca; il nefrologo Aldo Casani di Massa; Paolo Pennati, finora capo dei pronto soccorso dell’Asl livornese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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