Sicurezza
Migranti, Ceccardi: "Non ne prenderò più per 5 anni". E il prefetto di Pisa diserta l'incontro con i sindaci
L'annuncio della sindaca leghista Cascina di non voler ospitare più profughi e l'assenza di Visconti al vertice sull'emergenza fa esplodere un caso politico. Capuzzi (Pisa): "Ci dica cosa succede se Cascina si defila". Spalletti (San Miniato): "Così rischiamo le tendopoli"
PISA. E' polemica fra sindaci e assessori della provincia di Pisa e il prefetto Attilio Visconti sulla gestione dell'accoglienza dei migranti. Un clima infuocato scatenato dopo che Susanna Ceccardi ha ribadito il suo no all'ospitalità di nuovi profughi sul territorio di Cascina in una riunione convocata in prefettura a cui il prefetto non ha peràò partecipato. "Il Comune di Cascina ha deciso e per i prossimi cinque anni non offrirà nessuna collaborazione nella gestione dell'accoglienza dei migranti. Questo è il mandato che ci hanno dato gli elettori", ha detto la sindaca leghista appena eletta.
Ma è l'assenza di Visconti ad aver fatto infuoriare molti sindaci e assessori all'immmigrazione della provincia, che con un comunicato congiunto esprimono il proprio disappunto. “Avremmo voluto sapere da lui come gestirà l’emergenza, se davvero La Tinaia andrà chiusa e che atteggiamento terrà nei confronti di un comune che ha annunciato di venir meno all’impegno condiviso nel far fronte all’emergenza”, scrivono la presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi, quello del’Unione della Valdera e sindaco di Bientina Corrado Guidi e David Spalletti, assessore di San Miniato.
“La sua presenza sarebbe stata decisive date le dimensioni che il fenomeno sta assumendo – continua Capuzzi -. Avremmo voluto sentire da lui come intende gestire il fenomeno che probabilmente si acuirà nelle prossime settimane e in particolare se davvero il Centro della Tinaia di Cascina, dove attualmente sono accolti 32 richiedenti asilo, sarà chiuso e soprattutto che atteggiamento terrà nei confronti della volontà espressa da un singolo comune di venir meno unilateralmente dall’impegno condiviso nel far fronte all’emergenza profughi”.
Durante la riunione, Ceccardi ha postato su Facebook le sue dichiarazioni in diretta: "Sono in prefettura - posta - all'assemblea dei sindaci sull'accoglienza dei profughi. Ci sono nuovi profughi da ripartire sulla provincia di Pisa, la Prefettura chiede di innalzare le quote per ciascun comune. Tutti tacciono, rompo io il silenzio. Mi presento: sono il nuovo sindaco di Cascina e credo che al di là delle singole quote, bisogna fare un ragionamento di più ampio respiro. A questo tavolo ci sono seduti tantissimi sindaci che nelle proprie linee programmatiche hanno detto si all'accoglienza. Io invece sono stata chiara coi miei cittadini: non condivido la gestione dell'immigrazione a livello nazionale e a livello europeo, nel rispetto dell'autonomia dei territori e del mandato politico che mi è stato affidato mi batterò fino alla fine finché non arrivino altri finti profughi sul nostro comune. Li prendano quei sindaci che sostengono o sono sostenuti da questo governo. Cascina ha dato un segnale chiaro: in direzione ostinata e contraria
“Non solo – aggiunge Guidi -: vogliamo capire se nel nostro territorio esiste ancora quel dovere di solidarietà istituzionale per dare risposta a un’emergenza grave e reale e che si sostanzia non certo nel fare da stampella a questo governo piuttosto che a un altro ma nel offrire accoglienza a uomini, donne e bambini in fuga da guerra e disperazione. Tanto per essere chiari – aggiunge – nel territorio dell’Unione della Valdera abbiamo iniziato i percorsi d’accoglienza nei confronti dei profughi nell’estate 2010, in occasione delle primissima emergenza Nord Africa, quando il Presidente del Consiglio era Berlusconi e il Ministro dell’Interno Maroni”.
Il pericolo per Spalletti è chiaro: “Se viene meno il vincolo di solidarietà istituzionale, il rischio è che vacilli anche quel modello di accoglienza diffusa che sinora, in Toscana, ci ha permesso di gestire in modo accettabile quest’emergenza e che per accogliere i nuovi arrivati si debba ricorrere a tendopoli e altre soluzioni di molto più difficile gestione rispetto a quelle messe in campo sino ad oggi”.
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