La manifestazione
Consorzi di bonifica, scioperano i lavoratori
PISA. Da diciotto mesi senza contratto, oggi i lavoratori dei consorzi di bonifica della Toscana incroceranno le braccia. La mobilitazione regionale nasce per rivendicare la sottoscrizione del...
PISA. Da diciotto mesi senza contratto, oggi i lavoratori dei consorzi di bonifica della Toscana incroceranno le braccia. La mobilitazione regionale nasce per rivendicare la sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di riferimento, scaduto ormai da un anno e mezzo. «Sono momenti difficili quelli che stanno vivendo in questi mesi i lavoratori dei consorzi di bonifica a livello nazionale e di riflesso anche in Toscana. La rottura del tavolo per il rinnovo del contratto e la chiusura mostrata dalla controparte ci appare inspiegabile vista la volontà manifestata unitariamente da Fai, Flai e Filbi a trattare, anche ad oltranza, in modo aperto e responsabile su tutti i temi in discussione - sottolinea Federico Capponi, segretario regionale della Filbi -. I consorzi di bonifica sono una risorsa per il Paese ed in Toscana sono sempre più enti moderni e dinamici proiettati non solo alla tutela ed alla difesa del suolo, ma anche a ricoprire quelle funzioni di salvaguardia esercitate dalle ex province. Il contratto collettivo nazionale - prosegue il rappresentante sindacale -, oltre ad essere determinante per garantire un adeguato livello di tutele ai lavoratori e assicurare servizi efficienti ai territori e all'agricoltura, rappresenta anche un elemento unificante per un settore variegato e differenziato a livello regionale». Secondo il sindacato, risultano «incomprensibili le rigidità manifestate dalla controparte su tematiche fondamentali quali la disciplina del cambiamento di mansioni, la tutela dei lavoratori stagionali, la classificazione e il salario». L'astensione dal lavoro, culminerà con un presidio sotto la sede regionale dell'Anbi (l'associazione nazionale dei consorzi di bonifica) di Firenze. «L'auspicio - conclude Capponi - è di essere quanto prima riconvocati al tavolo e di poter concludere un buon contratto per i lavoratori». (d.r.)
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