Gioco
Vola negli Usa per riportargli la sua piastrina
Giovane pisano con l’hobby del metal detector ha rintracciato l’ex soldato che l’aveva persa a Pisa
PISA. Quando è tornato alla base, Bennie Howard Jr si è portato le mani al collo per estrapolare dalla divisa quel piccolo e freddo oggetto di metallo che scorreva lungo il suo petto. Lo faceva ogni volta che tornava al comando dopo una missione esterna. Quella volta fu però diverso. La piastrina che riportava il suo nome, quello di suo padre (Bennye Howard Sr), il numero di matricola e la città di origine, era scivolata via. Spezzata, durante una fuga, un attacco del nemico o un bombardamento. Probabilmente calpestata da centinaia di anfibi e da decine di pesanti mezzi militari. O magari distrutta da qualche granata. Una delle tante che durante gli anni bui della seconda guerra mondiale seminarono morte e distruzione. Per oltre 70 anni è rimasta invece sepolta in un campo della periferia di Pisa. Intatta. Ancora luccicante. Con le lettere e i numeri ancora ben visibili. Ci sono voluti quasi tre quarti di secolo perché la storia di quel soldato partito da Wendell, cittadina del North Carolina, si concludesse. Con una lacrima. Questa volta di gioia, dopo le tante versate per le sofferenze dettate da una lunga e atroce guerra. Per lui, che da giovanissimo dovette abbandonare famiglia ed affetti per volare dall'altra parte del mondo e, insieme ad altre migliaia di soldati e di partigiani italiani, liberare il nostro Paese dall'incubo fascista, quel pezzo di metallo che portava al collo rappresentava molto di più di un semplice oggetto. Era l'unico segno di riconoscimento nel caso la guerra avesse spezzato la sua vita. E idealmente rappresentava anche l'unico collegamento materiale con la sua famiglia, alla quale, in caso di morte, quel rettangolo di acciaio sarebbe stato consegnato. Un giorno, quel freddo metallo smise di luccicare, sotto il peso della terra, che ne ha conservato per decenni la sua essenza. Tutti i tentativi di ritrovarlo risultarono allora vani.
Fino a quando, a distanza di 70 anni, un giovane pisano con l'hobby per le ricerche con il metal detector è riuscito a riportarlo alla luce. Per Jury Galli, 33enne pisano residente a San Frediano a Settimo, da tre anni “cacciatore” di reperti bellici (non armi ed esplosivi), quel pezzo di metallo all'inizio è risultato probabilmente uno dei tanti che è riuscito a trovare in compagnia di altri due amici, che dopo lunghi studi delle zone da perlustrare, si cimentano nelle ricerche in zone che restano top secret («è come chiedere le aree migliori ad un cercatore di funghi», sottolinea). Un oggetto unico, che conserva la storia, le lacrime e le sofferenze di un uomo, oggi 93enne, che si è unito all'esercito statunitense all'età di 16 anni, quando, grazie alla sua licenza di radioamatore e alla conoscenza del codice Morse, fu chiamato tra le schiere dei militari dell'Us Army Air Force e operò sul territorio pisano soprattutto su un Douglas C-47 Skytrain, aerei da trasporto utilizzati a sostegno della resistenza italiana.
Galli, lavoratore interinale al magazzino Lidl di Pontedera, grazie ad un sito americano che raccoglie i dati sui veterani di guerra e ai social network è riuscito a ricostruire la storia di quella piastrina. Un oggetto dallo scarso valore economico, ma troppo prezioso per finire nella teca di qualche collezionista. «Per chi pratica quest'hobby, la più grande soddisfazione è riconsegnare i pezzi di storia ritrovati ai legittimi proprietari», dice Galli che per farlo oggi partirà alla volta del paese americano da seimila abitanti e consegnerà quella piastrina a Howard durante una festa che sarà presieduta dal primo cittadino di Wendell, Tim Hinnant, organizzata in occasione della parata dell'Independence Day del 4 luglio. «Grazie a Facebook, sono riuscito a mettermi in contatto i rappresentanti della cittadina - racconta Galli -. Patrick Reidy, dipendente delle istituzioni locali, ha preso a cuore questa storia e dopo pochi giorni è riuscito a trovare Howard e a metterci in contatto».
Tra i due è intercorsa anche una breve telefonata, durante la quale Galli è riuscito ad avvertire la soddisfazione e l'emozione del veterano di guerra di poter stringere ancora una volta quel pezzo di metallo. «Non mi sento in alcun modo un eroe», ha detto Howard al quotidiano The News & Observer, che ha riportato la notizia della consegna. «Quando la gente dice “grazie per quello che avete fatto” penso: ma cosa ho fatto? Quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto perché il nostro Paese ci ha chiesto di farlo. Il nostro Paese ci ha chiesto di salvare i nostri alleati. Non siamo eroi, almeno io non sento di esserlo». Oltre a quella di Howard, Galli porterà con sé altre tre piastrine di altrettanti ex militari statunitensi (trovate a Coltano e a Migliarino) che consegnerà alla locale associazione di veterani della seconda guerra mondiale.
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