Crollano pezzi di intonaco paura in una casa di Gagno
È successo in un alloggio popolare di via Marzabotto. Protesta della famiglia e del comitato di quartiere contro l’assessora Zambito. Il sindaco: «Un’aggressione»
PISA. Un piccolo boato. Poi intonaco, cemento e pezzi di muratura che si staccano dal soffitto e crollano sui sanitari sottostanti. Si è risvegliata con il bagno invaso dai detriti una famiglia assegnataria di una piccola (circa 38 mq) casa popolare in via Marzabotto, nel quartiere di Gagno. Alle prime luci del mattino un pezzo del soffitto ha ceduto forse a causa di copiose infiltrazioni d’acqua. «Due anni fa - raccontano Sophia Coleman, 43 anni, originaria del Ghana, da 14 anni a Pisa dove lavora come cameriera in un albergo, e il marito Dominic Amode, 42 anni originario della Liberia, facchino - abbiamo chiesto ad Apes di intervenire e risolvere i problemi di muffa ed infiltrazioni. Dopo un sopralluogo dei tecnici, il solo intervento è stato l’installazione di un deumidificatore». Ieri il crollo che ha spinto i vigili del fuoco a dichiarare inagibile il locale e segnalare criticità anche per la cucina.
Insieme ad una delegazione del comitato Riprendiamoci Gagno, ieri pomeriggio, con un sacchetto colmo di macerie, la famiglia si è recata dall’assessora alle politiche abitative Ylenia Zambito, contro la quale punta il dito, per chiedere una soluzione immediata. «Quella doveva essere una sistemazione provvisoria - accusano -. Da cinque anni viviamo invece in una casa con pericoli costanti. Anche se l’appartamento è molto piccolo va bene uguale, ma chiediamo sia almeno sicuro». L’incontro con il comitato è stato acceso. Parla di «indegna aggressione» all’assessora il sindaco Marco Filippeschi, e «di rivoltante pressione fisica per strada e in piazza contro di lei. Ai provocatori poco interessa l’accertamento di quello che realmente è accaduto e la soluzione dei problemi. Fatte le verifiche e raccolte le prove, il Comune si rivolgerà all’autorità giudiziaria».
Secondo l’Apes si è trattato di un «semplice distacco di intonaco, che non ha causato danni alle strutture portanti».
«Abbiamo mandato subito la ditta incaricata - spiega Lorenzo Bani, amministratore di Apes - ma la famiglia non ha fatto entrare i muratori che hanno anche aspettato tre ore fuori sperando che cambiassero idea. L’intervento sarebbe servito anche a meglio comprendere le ragioni del distacco dell’intonaco considerato che il solaio è integro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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