Gioco
Mezzogiorno esulta «Abbiamo fatto magie per vincere»
Un successo atteso per cinque anni e costruito grazie ad una strategia che puntava subito al 4-2
PISA. Voci da Mezzogiorno dopo una vittoria attesa cinque anni. «E’ un sogno che si realizza», ci confessa capitan Marco Falugi, sfiancato dalla tensione. «Ho fatto le magie per vincere il gioco - esclama Cristiano Scarpellini, consigliere militare di Parte e capitano di San Marco -. Il merito è di tutti i ragazzi, che hanno dato l’anima dal primo all’ultimo combattimento». Quello tra Falugi e Scarpellini è il binomio vincente. Il primo, capitano dei Delfini, a sorpresa è stato il leader sul ponte nella “bella” tra nazionali, scalzando colleghi più navigati, quasi con un sorriso in un crescendo di spinte davanti al progressivo cedimento di Tramontana. «Ringrazio il comando di Mezzogiorno - dice - per la fiducia che mi è stata concessa fin dall’inizio. Non pensavo di riuscire a battere la nazionale più forte di sempre. Saluto Bob Biagi: ho vinto contro il mio ex capitano dei Delfini. Devo ringraziare San Marco, che ha stancato i combattenti di San Michele».
Scarpellini, che da capitano del San Marco ha favorito il 4-3 della “bella”, commenta il match della sua Magistratura: «Abbiamo fatto un grande combattimento. Grazie ai ragazzi, sono stati spettacolari. San Michele è una corazzata, ma abbiamo spostato il carrello di un bel tratto verso Tramontana. Non ci era mai riuscito nessuno». Sulla strategia di Parte: «Abbiamo forzato per cercare il 4-2, mandando sul ponte San Martino per vedere se San Michele abboccava, ma non lo ha fatto, così siamo arrivati sul 3-3».
Il karma di Marco Falugi è di essere l’uomo decisivo di questa edizione, già nella prima sfida tra Delfini e Calci, individuata dagli esperti come lo snodo per un possibile 4-2 di Mezzogiorno. I Delfini, appunto la squadra di Falugi, che sfiorano l’impresa iniziale: «Un eccellente combattimento da parte dei miei uomini. Volevamo incontrare Calci, ma i nostri avversari sono stati più forti di noi. Onore ai vincitori. Sicuramente non ci hanno preso “a legnate” come nel 2014: stavolta si sono dovuti sudare il punto».
Dopo l’1-0 boreale, a pareggiare i conti sono stati i Dragoni di Paolo Vaghetti ai danni del Santa Maria. «Avevo fiducia nei miei ragazzi - sottolinea Vaghetti - e sono stato ripagato. Si sono allenati duramente, sono stati in palestra con passione e mi hanno sopportato. Volevo tirar fuori il massimo perché non faticassero sul ponte. Abbiamo aspettato che ai nostri avversari calassero le forze, secondo l’insegnamento del preparatore Ricoveri». Il primo sorpasso australe è sancito dalla vittoria di Sant’Antonio, guidato da Franco Ceccanti, contro i Mattaccini. Ceccanti giustamente festeggia: «Si lavora un anno intero per il Gioco. Ringrazio i miei ragazzi. La nostra prerogativa è l’insieme di squadra».
Mezzogiorno arriva sul 3-1 grazie al facile successo di San Martino, capitanato da Davide Rossi, sui Satiri. «Non siamo neanche partiti - confessa Rossi -. Noi eravamo tra le prime squadre della nostra Parte, mentre i Satiri erano una delle ultime di Tramontana. Un incontro impari. Abbiamo messo in campo il codice sportivo e il rispetto verso i rivali, che hanno dimostrato coraggio nell’affrontare la sfida. Abbiamo evitato di infliggere loro una sconfitta più dura». Più amare le parole di Nico Palla, capitano dei Leoni sconfitti da San Francesco per il momentaneo 3-2: «Sapevamo di essere una squadra di seconda fascia, comunque sul ponte abbiamo svolto un ottimo lavoro. Se San Michele avesse avuto gli attributi per uscire contro San Martino, che da tutto l’anno attendeva questa sfida, noi avremmo evitato di affrontare San Francesco».
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