Gioco
Mezzogiorno trionfa dopo quattro anni
Decide la sfida tra nazionali in un combattimento di oltre 10 minuti
PISA. Mezzogiorno interrompe la serie negativa di quattro sconfitte consecutive e trionfa alla “bella” nell’edizione 2016 del Gioco del Ponte. Una vittoria avvenuta al settimo combattimento, quello tra le nazionali. E’ stato Marco Falugi, capitano dei Delfini, a condurre la squadra di Mezzogiorno alla vittoria contro gli avversari di Tramontana guidati da Roberto Biagi del San Michele. 10’ e 50 sono serviti per abbattere la bandiera biancoceleste, regalando una vittoria per certi versi storica visto che nell’ultimo decennio Mezzogiorno mai era riuscito a vincere allo spareggio. Se il merito va ai combattenti della nazionale, questo deve essere in parte condiviso con il San Marco di Cristiano Scarpellini. Al sesto combattimento, infatti, gli uomini del leone alato hanno impegnato per oltre venti minuti il San Michele che costituisce l’ossatura della nazionale di Tramontana. Era evidente che nonostante la “melina” messa in campo dalla Parte boreale per far recuperare fisicamente gli uomini gialloneri, dall’altra parte ci fosse una nazionale più fresca composta nella quasi totalità da combattenti di Sant’Antonio e San Martino che - soprattutto gli ultimi - avevano avuto un combattimento più agevole e con meno dispendio di energia.
Di fronte ad oltre trentamila persone, i combattimenti sono stati preceduti dal solito imponente corteo, che però anche quest’anno ha subito l’ennesimo ritardo, quasi trenta minuti. Un ritardo frutto di un inghippo diciamo “burocratico”. Quando infatti il San Michele è entrato in piazza Garibaldi per la sfilata, gli addetti di Mezzogiorno al controllo dei combattenti hanno evidenziato un numero superiore rispetto ai venti combattenti previsti. Combattenti comunque tutti in possesso di regolare braccialetto che permette poi di salire sul ponte. Qualche battibecco, poi chiarito l’inghippo: con la squadra giallonera sfilavano anche quei combattenti che il San Michele aveva “prestato” alle altre magistrature. Tutto risolto alla fine, ma dopo mezzora di discussioni.
I combattimenti hanno rispettato le indicazioni della vigilia. Molti sono stati di fascia, cioè tra squadre di pari livello. Ecco spiegata la durata di almeno quattro sfide su sei, escludendo la “bella” che ha rispettato l’andamento delle altre. Ad aprire il Gioco 2016 è Tramontana come Parte vincitrice dell’edizione 2015. A sorpresa il comando boreale manda sul ponte la sua quinta squadra, il Calci di capitan Nello Pellinacci. Mezzogiorno risponde con una pari livello, i Delfini di Marco Falugi. Il combattimento è avvincente con Calci che si impone in 10’ e 12. Seconda sfida, la scelta è ancora nella mani di Tramontana che manda il Santa Maria. Anche in questo caso Mezzogiorni risponde con una squadra di pari fascia: i Dragoni. La sfida tra i capitano Tamborini e Vaghetti, vede la vittoria di quest'ultimo con i suoi Dragoni in 11' e 30". Uno a uno, e palla questa volta a Mezzogiorno che manda la sua seconda squadra: il Sant'Antonio di Franco Ceccanti. La risposta sono i Mattaccini di Luca Dini che non oppongono grande resistenza cedendo din 6' e 18". Mezzogiorno sul 2 a 1 sceglie la sua corazzata, San Martino guidata da Davide Rossi. Il comando boreale sceglie di sacrificare la sua ultima squadra, i Satiri del debuttante Roberto Valente. Rossi non forza è vince agevolmente, senza sudare, in 2' e 38". Mezzogiorno si assicura a questo punto almeno lo spareggia e manda sul ponte i Leoni di Nico Palla. Risposta obbligata di Tramontana con il San Francesco di Antonio Pucciarelli che si impone in 3' e 48". Ultimo combattimento quello tra San Marco e San Michele, combattimento che deciderà poi l'esito di tutto il Gioco. La squadra più forte, il San Michele di Roberto Biagi, impiegha 21' e 07" secondo per piegare gli uomini di Cristiano Scarpellini. Combattimento vero, per larga parte in mano proprio al San Marco. Biagi prova due attacchi che in altri anni avrebbero chiuso la sfida, trovando però sempre pronto il San Marco che conquista anche un metro di vantaggio. Poi alla fine il San Michele la spunta ma nelle facce del popolo boreale si accende più di un campanello di allarme. Qualche polemica sui tempi di Tramontana non rispetta per presentare la sua nazionale. Poi la sfida ed il trionfo di Mezzogiorno.
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