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Gunther Mian, ok il debutto come dj

Gunther Mian alla consolle
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Gunther Mian alla consolle

Il figlio dell'ex presidente del Pisa calcio tra i protagonisti della Molo Street Parade a Rimini

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PISA. C'era anche Gunther, il figlio di Maurizio Mian, ex presidente del Pisa calcio, mescolato insieme ad altri 80 dj italiani e stranieri, alcuni di grandissimo richiamo, alla Molo Street Parade di Rimini, il famoso Dj set che attira ogni volta qualcosa come 200mila persone. Ed è stato un debutto del fuoco nelle vesti di dj quello del giovane rampollo di casa Mian, che da sempre nutre una passione sconfinata per la musica tanto da dichiarare che «ogni volta che mi trovo davanti ad un disco, ritorno di colpo bambino».

Il giovanissimo dj pisano a bordo del peschereccio Tex ormeggiato al molo numero 3, ha dato un primo e significativo saggio delle sue abilità musicali, dimostrando nel corso del dj set riminese, tra uno scretch e una manipolazione, una capacità di concentrazione e una presenza scenica che hanno favorevolmente colpito il pubblico della Molo Street Parade. È percepibile la ricerca di uno stile musicale personale, che senza scendere a compromessi con sonorità e generi commerciali, si rifà nudo e crudo alla techno music, soprattutto di vecchio stampo, inglese, ma anche tedesca e detroitiana, che nel tempo ha invaso rave e club e ancora oggi fa ballare migliaia di appassionati. «Non conoscere l'esperienza della techno music di Detroit - ci confida con un paragone peraltro molto azzeccato - è come voler studiare la filosofia antica e non sapere nulla di Platone».

Gunther ha vissuto per oltre un anno e mezzo negli Usa e in quanto allo studio ha le idee chiare, visto che è iscritto alla facoltà di psicologia e da grande sogna di fare il criminologo sul modello di Csi.
Tornando a Rimini e alla Molo Street Parade, Gunther ha dimostrato sin dalle prime battute una cura maniacale del dettaglio, gestualità enfatica e aggressiva, mixando solo dischi in vinile, realizzando così un felice connubio tra la techno music spinta all'estremo e la tradizione classica del disco in vinile. Scelta dall'importante valore simbolico, se pensiamo che negli anni Ottanta proprio i sostenitori della techno di Detroit bruciarono tonnellate di vecchi dischi in vinile. Nel corso del dj set sono emersi alcuni evidenti riferimenti musicali come Jeff Mills, il britannico Surgeon, i Suburban Knight cuore e anima di Detroit, Paul Johnson, Radial.

Alla fine esame ampiamente superato per dj Gunther che per adesso considera questo solo un divertimento ed una passione, che aspira ad ampliare imparando magari a suonare il pianoforte, considerato lo strumento per eccellenza e che sogna un giorno di «aprire un club tutto mio, sul modello di quello che avviene all'estero, magari riadattando un vecchio capannone industriale abbandonato». Dj Gunther durante questa bella esperienza riminese si è alternato alla consolle con altri tre dj pisani, amici con i quali condivide da anni questa passione, Ale Morelli, Eugenio Baldacci e Francesco Favale detto Ectoplasm.
 

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