Il Tirreno

Pisa

La Canonica amplia la biblioteca della Scuola Normale

di Emilio Chiorazzo
La Canonica amplia la biblioteca della Scuola Normale

Inaugurata anche l’esposizione delle onorificenze donate dall’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

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PISA. «Oggi è un giorno importante». Lo ripete più volte Fabio Beltram, il direttore della Scuola Normale Superiore. E lo è, perché un lotto, il primo, di un ambizioso progetto che - nel giro di 6-7 anni - collegherà tutti i palazzi della Normale, è stato completato e viene inaugurato. Lo è anche perché nella sala di lettura al terzo piano della biblioteca, trovano posto alcuni oggetti frutto di onorificenze ricevute da Carlo Azeglio Ciampi negli anni in cui ha ricoperto l’incarico di presidente della Repubblica.

È un giorno speciale anche perché, al fianco di Beltram, fa la sua prima uscita speciale il neo eletto direttore Vincenzo Barone.

L’ampliamento. È una ulteriore sede per la biblioteca della Normale. Oltre al Palazzo della Carovana, al Palazzo dell'Orologio e al Palazzo del Capitano, anche il Palazzo della Canonica (donato dalla Regione) ospiterà una importante sezione di libri e fondi. Si tratta, per ora, di un'ampia ala al piano terra dell'antico edificio, che Vasari aveva destinato originariamente alla residenza dei cavalieri-sacerdoti dell'ordine di Santo Stefano, in piazza dei Cavalieri. In questa parte della Canonica sarà ospitata la sezione di Scienze. Sottoposta a una opera di ristrutturazione da due anni (oltre 830mila euro il costo dei lavori), consiste in una quindicina di ampi locali in cui gli studenti potranno studiare e consultare libri con il metodo "a scaffale aperto", a consultazione diretta, tipico della biblioteca della Normale. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta col direttore della Normale, Fabio Beltram, il presidente della biblioteca Claudio Ciociola e il sindaco Marco Filippeschi. Nel Palazzo del Capitano, lungo via Dini (l'entrata è in via del Castelletto) è stata ristrutturata l'ala San Felice (254mila il costo). Ora ci sono 12 uffici, una sala per riunioni o piccoli seminari e una stanza per la conservazione del materiale non in libero accesso.

La donazione di Ciampi. Qui una sala al terzo piano contiene la donazione Ciampi. Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha regalato alla "sua" Scuola Normale le onorificenze ricevute durante il mandato da presidente della Repubblica, insieme allo stendardo presidenziale. Le onorificenze sono 33 e rappresentano tutte quelle che Carlo Azeglio Ciampi ha ricevuto da altri capi di Stato e autorità dal 1999 al 2006: medaglie, croci al merito e altri riconoscimenti di grande valore istituzionale.

Ciampi ha sempre ritenuto di avere un debito nei confronti dei maestri che ebbe modo di conoscere alla Normale: negli anni in cui fu allievo vi insegnavano, tra gli altri, intellettuali come il filologo Giorgio Pasquali, il filosofo Guido Calogero, lo storico Delio Cantimori. Ma l'ex allievo fu particolarmente grato a quel clima di continuo scambio e confronto che costituisce la vita collegiale alla Normale, una sorta di humus propedeutico alla crescita intellettuale degli studenti. Una "Scuola dell'Uomo", ha definito Ciampi la Normale in una toccante lettera indirizzata al direttore Fabio Beltram (pubblicata qui a fianco). Col completamento di questa tranche di interventi si chiude una fase fondamentale di un percorso di riconfigurazione degli spazi della biblioteca della Scuola Normale. Il progetto prevede importanti novità, tra cui il nuovo ingresso della biblioteca, non più al piano terra del Palazzo della Carovana, ma al piano terra del Palazzo della Gherardesca, dove, sul lato sinistro, verrà allestito il servizio di accoglienza mentre la parte destra è stata recentemente destinata allo spazio museale della Torre del conte Ugolino.

Le altre lettere. Oltre a Ciampi, hanno inviato un messaggio alla Scuola Normale anche il presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano e il presidente del consiglio Matteo Renzi. Il presidente della Regione Enrico Rossi non era presente perché impegnato in incarichi istituzionali a Roma.

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