Sicurezza
Bancarelle, seconda occupazione simbolica in piazza dei Miracoli
Dopo il blitz di maggio gli operatori di nuovo in zona Duomo E il prefetto convoca un tavolo per la futura sede del mercato
PISA. Nel giorno della protesta arriva quella che può essere definitiva una svolta. Almeno teorica. Dopo anni di braccio di ferro, i bancarellai di Piazza dei Miracoli e le istituzioni tornano a sedersi a un unico tavolo per discutere della possibile collocazione dei banchi oggi ospitati in piazza Manin (dopo lo sgombero forzoso degli anni scorsi deciso per consentire il restauro della facciata del museo delle Sinopie), ma che ieri sono tornati per protesta a riunirsi all'ombra della Torre.
A distanza di poco meno di due mesi dall'ultima simbolica protesta (6 maggio), i bancarellai sono tornati in piazza dei Miracoli con il loro carico di merce per richiamare l'attenzione dei pisani e dei turisti sull'annosa vicenda della collocazione del mercato. Ci sono i cappelli, le borse, le magliette, le torri in miniatura esposte su 43 postazioni improvvisate su tavoli di legno o di plastica o sulle recinzioni che delimitano il cantiere del museo delle Sinopie. Ci sono anche i pos e i registratori di cassa. Tanti turisti in coda che scrutano, cercano di contrattare i prezzi e acquistano e, a distanza anche le forze di polizia e i vigili urbani che potrebbero decidere di sanzionare i bancarellai per l'occupazione del suolo pubblico. Pochi metri di distanza, ma «una differenza enorme», commentano alcuni ambulanti. «Gli acquisti sono subito schizzati all'insù». L'iniziativa, sostenuta da Confesercenti, ha prodotto i frutti sperati. Il prefetto Attilio Visconti ha infatti convocato un tavolo in prefettura con il sindaco Marco Filippeschi, l'assessore Andrea Ferrante e una delegazione di bancarellai per discutere la possibile futura collocazione del mercato. «Finalmente ci siamo seduti intorno ad un tavolo», commenta Giulio Garzella, responsabile area pisana di Confesercenti, che in prefettura ha esposto il progetto di ricollocazione delle bancarelle all'interno dell'area del Santa Chiara, il cosiddetto "progetto Re", dal nome dell'architetto Salvatore Re che lo realizzò nel 1997.
«In quell'anno - spiega Garzella - si pensò a una soluzione per le bancarelle fuori da piazza dei Miracoli, anche in attuazione del decreto Ronchey (1994) per i luoghi di particolare pregio storico-culturale. La soluzione individuata fu quella del Santa Chiara, nell'area occupata dalle cappelle mortuarie, sulla parte posteriore di chirurgia generale. Progetto che venne approvato e messo a bando dal Comune. Iniziarono anche i lavori che poi si interruppero con il sindaco Fontanelli che, ritenendo l'intervento non risolutivo, d'accordo con il Ministero, decise di spostare le attività commerciali alla caserma Bechi Luserna. La nostra proposta prevede di ripartire da quel progetto con l'apertura di sei archi nel muro, per collegare il mercato ambulante con piazza dei Miracoli, e con l'abbattimento della stanza mortuaria».
«Abbiamo capito dai nostri interlocutori che la nostra idea può essere la soluzione alternativa a quella attuale di piazza Manin, in cui gli operatori stanno pian piano morendo - conclude Garzella -. Il prefetto si è impegnato a convocare un tavolo con tutti i soggetti interessati, a cominciare dall'Azienda ospedaliera e dalla Soprintendenza».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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