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Una firma blocca il parco giochi

Una firma blocca il parco giochi

Tutto fermo per i lavori in via Masaccio. Residenti in rivolta per sporco e zanzare

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SAN GIULIANO TERME. Discarica sì, discarica no. In via di Masaccio, un passo dalle Terme, è ancora polemica per le montagne di terra scaricate ad inizio aprile in un campo all’interno dell’area di lottizzazione di San Zeno. Secondo i residenti della zona quello che doveva essere un parco pubblico è ancora soltanto una selva di sterpi e un ricettacolo di insetti e topi.

«Sì perché l’8 aprile avevamo comunicato sui social network la creazione di una discarica temporanea, ma prontamente l’amministrazione e il geometra della ditta proprietaria del terreno avevano risposto che la terra era di alta qualità, ed era soltanto stata trasportata da un cantiere di Asciano per la creazione di un parco giochi entro l’estate. Ecco, l’estate è arrivata ma del parco non c’è traccia», dice Michele Castellani, residente, agronomo e membro del gruppo Facebook “San Giuliano e i suoi problemi”. «Con una dichiarazione pubblica - continua Castellani - ci avevano chiarito che ci eravamo preoccupati inutilmente, quei 30 camion non dovevano suscitare allarme, e dovevamo stare tranquilli perché la terra sarebbe stata utilizzata per creare un bellissimo giardino. Purtroppo ad oggi non è stato affisso nessun cartello di lavori, la terra è stata assorbita da un suolo che dovrebbe essere area verde per i cittadini, con la creazione di una discarica (a questo punto possiamo dirlo?) dove si divertono mammiferi vari e enduristi in erba con moto e biciclette. Ovviamente neppure i nostri giardini sono più utilizzabili visto che tutta l’area è diventata una nursery per zanzare».

A far partire il cantiere avrebbe dovuto essere la “Agricola srl”, proprietaria del terreno e in possesso di una licenza a costruire su quattro lotti nella zona in virtù di un accordo con il Comune che prevedeva appunto la creazione di un parco su quei 2000 metri quadrati. Una sorta di compensazione all’impatto urbanistico. «Comprendiamo il disagio - dice il geometra della ditta Francesco Salani - soprattutto per la presenza degli insetti e per i ritardi nell’esecuzione dei lavori, ma non sono causati da noi. Per poter far partire il cantiere di riqualificazione ambientale dobbiamo firmare una convenzione col Comune proprio su quel lotto. Manca solo una firma, ma i tempi della burocrazia hanno rallentato tutto. Una volta arrivato l’ok, in due o tre mesi completiamo l’opera», assicura il tecnico. Un progetto peraltro che promette bene: perché prevede la prosecuzione della pista ciclabile, un campo per le bocce, un percorso con gli attrezzi da ginnastica e area giochi per bambini con le porte del calcetto.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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