Sicurezza
Carcasse di cinghiali abbandonate nel parco
I resti dilaniati trovati dai residenti su un sentiero usato per fare jogging e passeggiate: ipotesi bracconieri
SAN GIULIANO TERME. Abbattuti, probabilmente illegalmente. Poi scuoiati e decapitati. Infine i loro resti, quelli inservibili, incommestibili, sono stati depositati in alcuni grandi sacchi neri e gettati su una strada sterrata percorsa ogni giorno da decine di appassionati di jogging, mountain-bike o di semplici passeggiate. Una mattanza di cinghiali si è trasformata in un macabro e raccapricciante spettacolo per i residenti di via Passo del Frantoio ad Agnano, che domenica scorsa hanno rinvenuto nello stretto sentiero ai margini dell'asfalto decine di pezzi di cinghiali, probabilmente uccisi il giorno prima da uno o più bracconieri. I corpi, dilaniati, sono stati "scaricati" nella zona la notte precedente.
Teste, ossa, resti di interiora e pelli abbandonate in grandi sacchi neri, trasportati quasi sicuramente con un'auto, che nella notte forse sono stati aperti da altri animali affamati che dalle carcasse hanno strappato e consumato i pochi brandelli di carne rimasti, sparpagliando per alcune decine di metri ciò che restava degli ungulati. La triste scoperta è stata fatta da alcuni abitanti della zona, spesso abituati a rinvenire in quella strada privata (ma ad uso pubblico) ai margini di un uliveto sacchi colmi di rifiuti abbandonati. «Mai - dicono - ci siamo trovati però di fronte ad uno orripilante spettacolo come quello di domenica scorsa. Veramente uno scandalo. Lungo questo sentiero ci cammina chiunque, anche mamme con bambini piccoli. Immaginate se qualcuno avesse visto questo spettacolo». Il tratto di strada è rimasto chiuso per alcuni giorni al passaggio dei tanti che ogni giorno attraversano l'intinerario nel verde per attività sportive o per semplici passeggiate e riaperto ieri dopo l'intervento degli operatori della Geofor che sono intervenuti a seguito della segnalazione di alcuni abitanti al Comune di San Giuliano Terme.
Sul posto si è recato anche un tecnico dell'ufficio ambiente del comune termale, che ha attivato tutte le procedure necessarie alla rimozione dei pezzi di cinghiali rimasti ai margini del caratteristico uliveto che cinge la strada. Cinque, sei, in totale, quelli rimossi dagli operatori della Geofor (anche dalla limitrofa proprietà privata in accordo e alla presenza del proprietario del campo). Tecnici costretti, anche loro, ad assistere ad uno scenario raccapricciante. Pezzi di animali e brandelli di carne sparpagliati ovunque e l'aria pervasa da un forte odore che, nonostante la mascherina indossata, ha provocato un lieve malore ad uno dei due operai intervenuti sul posto. «Dopo la segnalazione dei cittadini - sottolinea il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio - l'ufficio ambiente si è immediatamente attivato per rimuovere i resti degli animali e ripulire la zona. Faremo anche una segnalazione al Corpo Forestale dello Stato affinché attivi i necessari controlli» e per risalire agli autori del macabro gesto. Non solo. Nessuno se lo nasconde. Quella è opera di cacciatori di frodo o comunque di cacciatori che non rispettano le regole minime di cattura e trasporto degli animali. E comunque qualsiasi attività di bracconaggio nella zona va fermata. Per questo adesso i residenti chiedono più controlli e interventi per impedire l'abbandono dei rifiuti e preservare l'area. «Stiamo valutando - aggiungono - la possibilità di chiedere al Comune l'installazione di di tornelli agli ingressi dell'area verde per impedire il passaggio dei mezzi, di auto o camioncini, e il conseguente abbandono di rifiuti, spazzatura ma soprattutto per salvaguardare la zona e le attività che ogni giorno decine di persone svolgono».
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