Il Tirreno

Pisa

«Butteremo giù il Pd con una Raggi pisana, e diciamo no a Salvini»

di Mario Neri
«Butteremo giù il Pd con una Raggi pisana, e diciamo no a Salvini»

Parla Irene Galletti, consigliera regionale dei Cinque Stelle: a Cascina il gruppo nato da poco, ma in città ce la faremo

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Poco importa se qui l’onda gialla pentastellata non ha ancora intimorito il Pd. «Alle prossime amministrative li butteremo giù», dice Irene Galletti. Anche Pisa avrà una Raggi o una Appendino, assicura la consigliera regionale di Cascina che conquistò le “primarie” online del Movimento5Stelle toscano. «Ma sia chiaro: nessuna alleanza con la Lega o chiunque altro. Noi vinceremo da soli, niente inciuci».

Galletti, mentre a livello nazionale il M5s decolla, in Toscana resta al palo. Ce la farete ad riorganizzarvi?

«Riorganizzarci? L’organizzazione c’è ed è efficace, perché mette il cittadino in primo piano. A Cascina il risultato è stato ottimo: un gruppo partito da zero in nemmeno un anno ha elaborato un programma e presentato un candidato più che credibile. Ha pagato solo lo scotto di essere poco conosciuto sul territorio perché diversamente da altri nella vita lavora».

Certo, ma su Pisa ci siete da tempo eppure non avete mai sfondato.

«Abbiamo partecipato solo ad una elezione. All’epoca ci penalizzò l’effetto sull’opinione pubblica del mancato accordo con Bersani, parve un’occasione mancata. Ora sappiamo che non è così. Sono passati tre anni e i consiglieri si sono fatti valere e hanno un grande seguito»

Ma la candidatura nascerà in seno al gruppo consiliare?

«Al gruppo consiliare e al meet up. La procedura è la stessa dappertutto. Candidature dal basso e la scelta in mano ai cittadini. E a Pisa ci stiamo già preparando. Il gruppo lavora e siamo già pronti. In qualsiasi momento, anche se dovesse cadere la giunta, siamo in condizioni di selezionare un candidato».

Una Lega così forte a Cascina potrebbe farvi ombra?

«Se il governo cascinese della Lega sarà quello che temo, ci arriveranno ancora più voti. Le loro ricette sono le solite, con ruspe annesse. Ho sentito che Ceccardi vuole mandar via i rom dalla Tinaia. Vada a dirlo al prefetto. Forse non conosce bene le istituzioni, le consiglio di studiare tanto perché ne ha bisogno. Spero che i cittadini poi non tornino al Pd. Al di là del compianto Carlo Cacciamano, i risultati di chi è venuto dopo di lui sono sotto gli occhi di tutti».

Sì, ma se si esclude Livorno, non siete ancora riusciti a dare una spallata. Perché?

«Non ci scordiamo che è la Toscana di Renzi, ma nei voti siamo cresciuti. E poi c’è stato un recupero della destra, ma grazie ad inciuci da prima Repubblica».

Hanno pesato le divisioni interne al Movimento toscano, l’espulsione di Artini, Bencini, Romani?

«Numericamente possono mancare, ma chi è rimasto o arrivato compensa benissimo. Dal punto di vista politico è storia archiviata, un incidente di percorso. Ci ha fatto capire che le scelte devono essere estremamente accurate. Tra di noi ora diciamo “Artini chi?”».

Quindi puntate a conquistare Pisa?

«Assolutamente sì».

Filippeschi e la sinistra hanno governato male?

«Si sono molto poco interessati al bene pubblico e moltissimo al giro di poltrone che hanno costruito. Filippeschi si è rivelato un sindaco marionetta. Sui rifiuti ha pedissequamente seguito le indicazioni dei vertici; di trasporti non parliamone, e tutte le scelte urbanistiche sono state disastrose, Pisa continua ad essere una città che campa di rendita e sul turismo non ha un progetto unitario, una visione».

Vi alleereste con la Lega per buttar giù il Pd?

«Nessuna alleanza, li buttiamo giù da soli. Noi siamo forti di quel simbolo unico che è una garanzia per i cittadini. Nemmeno un tacito accordo. Guardi, ovviamente ai ballottaggi a Cascina io sono andata a votare, è un dovere sacro. Ma non ho detto nemmeno alla mia famglia che cosa ho messo nell’urna, il M5s non dà nessun indirizzo».

In queste comunali si sono affermate le donne. In consiglio ci sono Valeria Antoni e Elisabetta Zuccaro. Ce n’è una che potrebbe diventare la Raggi pisana?

«Perché no? Entrambe. Come Gianfranco Mannini, sono riuscite a far vedere la vera faccia del Movimento, che va incontro ai cittadini, prima ancora che agli elettori. Sarei ben felice vedere una delle due come sindaco di Pisa. Per riuscirci porteremo anche Beppe (Grillo, ndr) in piazza, per un bell’incontro con la città»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato